Referendum. Parisi (FI). Votiamo “no”, la riforma è sbagliata. “Vedrò Berlusconi”

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Agenpress –  “Berlusconi stesso dice che se non riprendiamo i voti non vinceremo mai e siccome si pensa che ‘o c’è Renzi o c’è il caos’ quello che noi cerchiamo di fare è lavorare per avere idee nuove ed energie nuove per rinvigorire la nostra visione dell’Italia che deve cambiare non con slogan nelle piazze, ma avere delle ricette per dare un’alternativa”.

Lo afferma Stefano Parisi, ospite di Rainews24, ribadendo il proprio “no” al referendum, perché “la riforma è sbagliata” e raccontando di aver sentito Berlusconi  “domenica e ci vediamo in settimana. Mi ha fatto molti complimenti perché c’era gente e c’erano idee. Sono venute tante persone che sono fuori dai partiti del centrodestra che vengono a dare una mano, questo credo che sia interesse di tutti”.

“Noi a Milano non abbiamo fatto un partito ma delle riflessioni, la mia prospettiva non è un partito, non ne serve un altro fuori da Forza Italia. Io sto cercando di trovare una formula per stare insieme”, ha aggiunto. “Questo era un evento nazionale, l’inizio di un lavoro. Come abbiamo detto più volte ci sono molte città che ci chiedono di riprodurre a livello locale la stessa conferenza su altri temi come ad esempio il mezzogiorno un tema che da  anni le forze politiche non si misurano più. È un lavoro che durerà nei prossimi mesi e si concluderà nei tra febbraio- marzo con la presentazione di un programma di governo che sarà un contributo al centrodestra”.

Parisi ritiene sia necessario “nel centrodestra di fare un rinnovamento della classe dirigente che si deve misurare anche con i risultati elettorali. Credo che siano passaggi giusti. Ognuno poi ha un bagaglio di esperienza io non sono per il nuovo e basta”.

E su Salvini afferma che la sua “La posizione è radicale, è naturale che dentro una coalizione ci siano posizioni radicali e posizione più moderate, poi sta a come si armonizzano”.

“Le coalizioni sono forti se il confronto programmatico è saldo. Lo stare insieme a prescindere non funziona, si rompe dopo tre mesi. Ci si deve mettere d’accordo sul programma di governo con cui poi chiedere la fiducia agli italiani e a loro si è vincolati. Le coalizioni non nascono con alchimie politiche, la strada da seguire è quella che abbiamo fatto a Milano”.

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