Istat. Un giovane su dieci (9,9%) vive in condizione di povertà assoluta

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Agenpress – “Nel 2015 un giovane su dieci (9,9%) vivesse in condizione di povertà assoluta per un totale di un milione 202 mila individui: un’incidenza sensibilmente superiore a quella stimata sull’intera popolazione (7,6%)”.

Il presidente dell’Istat Giorgio Alleva ha detto che secondo le loro stime l’incremento della 14esima e delle detrazioni Irpef sui percettori di reddito da pensione “innalzano di un miliardo di euro il reddito delle famiglie”. Il rialzo della 14esima sulle pensioni a livello distributivo, fa notare, è “concentrato nella parte meno ricca della popolazione”.

“Il quadro congiunturale del terzo trimestre dell’anno”, aggiunge, è “caratterizzato dal prevalere di segnali di espansione, dopo le difficoltà registrate nei tre mesi precedenti”. “La scelta operata dal governo è legata all’obiettivo di sostenere la ripresa dell’economia” conclude, spiegando che la manovra “prevede un rallentamento del processo di aggiustamento dei conti pubblici nel 2017 con un indebitamento netto al 2,3% del Pil, e un consolidamento dei conti pubblici nei due anni successivi”.

“Le detrazioni fiscali non sono il massimo dell’equità”, ha aggiunto Alleva, intervenendo sulle misure per i pensionati, in audizione alla Camera sulla legge di Bilancio. Infatti, spiega, “l’aumento delle detrazioni Irpef per i pensionati risulta avere effetti meno importanti nei due quinti più poveri, sia in termini di quota di spesa totale, sia di beneficiari (in valore assoluto e in percentuale)”.

“Circa il 9% del territorio italiano appartiene alla zona sismica 1, la più pericolosa “. Così l’Istat in audizione alla Camera sulla legge di Bilancio. “Tale quota – aggiunge il presidente Giorgio Alleva – risulta assai più elevata in alcune regioni: circa il 50% in Calabria, il 33% in Abruzzo, e tra il 20 e il 30% in Basilicata, Campania, Molise e Umbria. Le regioni che hanno porzioni di territorio nella zona 1 sono 11”. Complessivamente “il numero di abitazioni residenziali della zona 1 ammonta a circa il 5,6% del totale delle abitazioni italiane: si tratta di poco meno di 1,9 milioni di abitazioni, oltre la metà delle quali (52,5%) costruite prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica (ovvero prima del 1971). Oltre il 42% di queste abitazioni è situata in Calabria, circa il 13% in Campania”. Inoltre, aggiunge Alleva, sempre sulla base delle rilevazioni del 2011 “la larga maggioranza, il 77,1%, degli edifici costruiti in questa zona prima del 1971 ha una struttura portante in muratura e solo il 13,5% in cemento armato. Inoltre, più di un quarto degli edifici della zona eretti dopo il 1970 continua ad avere una struttura portante in muratura”.

 

 

 

 

 

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