Banche. Renzi approva la commissione d’inchiesta? Brunetta (FI). Faccia da bronzo, lui e il PD l’hanno bloccata

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Agenpress – “In un intervento su ‘Il Sole 24 Ore’ l’ex presidente del Consiglio ed ex segretario del Pd, Matteo Renzi, dice sì alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. Potremmo prendere in prestito l’espressione usata quale mese fa da Giachetti nei confronti di Speranza dopo la vittoria del ‘no’ al referendum costituzionale, ma non vogliamo esagerare. Ci limitiamo a dire: Renzi ha proprio una gran faccia di bronzo…”.

Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

“Oggi Renzi se ne esce con questo assurdo annuncio, peccato che da quasi 15 mesi sia proprio lui e il suo Partito democratico a bloccare l’istituzione per legge di una Commissione d’inchiesta sulle banche. Aiutiamo l’ex-ex a ricordare i passaggi salienti di questa vicenda.

Rinfrescata di memoria numero uno. Nel dicembre del 2015 l’allora presidente del Consiglio, per l’appunto Matteo Renzi, dopo la mia proposta ufficiale (fatta in Commissione Bilancio a Montecitorio il 9 dicembre del 2015) per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario italiano, esternò il suo ok a questo tipo di percorso (‘sì alla Commissione d’inchiesta sulle banche, lo dico a nome del governo e del Pd: non abbiamo nessuno scheletro nell’armadio’, 13 dicembre 2015).

Da allora, però, il Partito democratico, tanto alla Camera quanto al Senato, ne ha di fatto bloccato, per più di un anno, la sua calendarizzazione, addirittura proponendo di declassare la Commissione d’inchiesta a indagine conoscitiva. C’è voluto un referendum costituzionale perso e il parallelo tracollo di Monte dei Paschi di Siena (con i venti miliardi trovati in fretta e furia lo scorso dicembre 2016) per far cambiare idea a Renzi e compagni.

E qui siamo alla rinfrescata di memoria numero due. La Camera dei deputati, in data 10 gennaio 2017, ha approvato una mozione (firmata da Brunetta, Laffranco, Alberto Giorgetti, Palmizio, Occhiuto) nella parte in cui ‘impegna se stessa e i propri organi, ciascuno per le proprie competenze, a deliberare in ordine all’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sullo stato del sistema bancario italiano e sui casi di crisi verificatisi dal 10 gennaio 1999, in connessione con l’inizio dell’operatività in strumenti finanziari denominati in euro, sulla base di quanto già richiesto, attraverso specifiche proposte di inchiesta, da diverse forze politiche’. Nello specifico, la parte sopra citata è stata approvata all’unanimità (presenti 454, votanti 452, astenuti 2, favorevoli 452). Votata dunque, anche dal Pd di cui Renzi è segretario politico.

La legge per l’istituzione della Commissione d’inchiesta giace da fine gennaio al Senato, con il Partito democratico a rallentare con ogni mezzo i lavori. E chi era il segretario del Pd fino a un paio di settimane fa? Chi controlla le truppe dem a Palazzo Madama? Quel ridicolo di Renzi, che adesso prova a rivendicare uno strumento dal quale da 15 mesi cerca spudoratamente di scappare”.

 

 

 

 

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