Femminicidio. Via libera della Camera all’ergastolo per gli assassini, benefici economici per i figli delle vittime

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Agenpress  – Dopo la ratifica della Convenzione di Istanbul nel 2013, fortemente voluta dal Consiglio d’Europa, e la c.d. Legge sul Femminicidio n. 119/2011, arrivano nuovi provvedimenti: rischia l’ergastolo chi uccide la coniuge o la convivente, e ai figli delle vittime viene assicurato patrocinio legale e reversibilità della pensione.

Approvazione unanime della Camera della proposta di legge n.3772 “Modifiche al Codice civile, al Codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani di crimini domestici“.

Il testo che è passato con 376 e nessun contrario, ora sarà discusso al Senato. Le disposizioni si applicano figli minorenni e maggiorenni economicamente non autosufficienti della vittima di un omicidio commesso dal coniuge (anche se separato o divorziato), dal partner di un’unione civile (anche se cessata) o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza.

Ergastolo: uxoricidio equiparato al parricidio

La novità più importante è costituita dall’equiparazione dell’omicidio del partner a quello di un genitore o di un figlio: chi uccide il proprio coniuge o convivente (nonché partner civile, in vista della totale assimilazione della disciplina con la Legge Cirinnà), quindi, integrerà una fattispecie penale aggravata, per la quale è prevista la pena dell’ergastolo. Finora, invece, la pena era fissata ad anni 11. Reclusione invece da 24 a 30 anni se la vittima è divorziata o l’unione civile sia cessata.

Oltre a ciò, la discussione del 1 marzo della Camera dei Deputati è stata incentrata sulla tuteladei figli delle vittime, rimasti orfani a seguito della commissione di crimini domestici. In particolare, il programma di protezione consisterebbe nell’assistenza medico-psicologica, nonché nella difesa legale già apprestata nelle prime fasi del processo penale ed accesso completamente gratuito, tramite l’istituto del patrocinio a spese dello Stato: ciò indipendentemente dal reddito della famiglia di appartenenza.

Sequestro conservativo e pensione di reversibilità sospesa

Anche la questione ereditaria è stata ritoccata:  infatti, a tutela del diritto al risarcimento deldanno dei minori in questione, si rafforzerà l’istituto del sequestro conservativo: agli orfani costituiti parte civile, in sede di condanna (anche non definitiva), spetta spetta a titolo di provvisionale una somma pari al 50% del presumibile danno che sarà liquidato in sede civile. A tal fine è prevista la conversione del sequestro in pignoramento già con la condanna in primo grado.
Contestualmente, è stato annullato il diritto di godimento dell’eredità e della pensione direversibilità per i colpevoli di omicidi in famiglia. Quest’ultima, d’ora in poi, sarà immediatamente sospesa a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio e per tutta la durata del processo; tuttavia, in caso di archiviazione o proscioglimento, lo Stato dovrà corrispondere gli arretrati, sempre che non vi sia subentrato il figlio.
La condanna e il patteggiamento, invece, comportano automaticamente anche l’indegnità asuccedere e sarà direttamente il giudice penale a dichiararla, senza necessità di un’azione civile da parte degli eredi. Anche i beni del colpevole saranno sequestrati e serviranno a garantire il risarcimento del danno dei minori orfani di genitore.

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