De Magistris. Ho la coscienza a posto, ma la moglie era al corteo: non potevamo tacere

0
127

Agenpress – “Abbiamo fatto tutto il possibile per evitare quello che è accaduto”, dice il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

Quella andata in scena a Napoli è stata “un’operazione disonesta e intellettualmente deprecabile”, un “attacco ingiusto, che fa male”.

E ora “questa storiella inizia un po’ a puzzare. Perché scaricare tutto sulla città, su sindaco e manifestanti? Riduciamo tutto a quello che è stato, una pagina triste”.

De Magistris fa una ricostruzione precisa del giorno degli scontri, ma soprattutto delle ore che hanno preceduto la visita di Matteo Salvini. “Non sono mai stato dalla parte dei violenti, né oggi né mai”, dice, ribadendo di avere “la coscienza apposto” e che la ricerca di un colpevole a tutti i costi “fa forse comodo a qualcuno”. Quello che è successo, forse si poteva evitare “se ci avessero ascoltati”, in questa storia “Napoli è parte lesa”.

“Sia ben chiaro un punto, il sindaco e l’amministrazione non hanno mai vietato alcuna manifestazione a Matteo Salvini – premette a margine di un incontro al Comune -. Quando ci fu il primo comitato per l’ordine e la sicurezza dissi subito che noi non potevamo consentire un luogo della disponibilità del Comune, vale a dire la Mostra d’Oltremare, e a chi fa politica di odio verso i Sud del mondo e a chi fa politica razzista e xenofoba. Avremmo fatto la stessa cosa anche se quel luogo ce lo avesse chiesto un colluso”.

“Napoli non è solo Mostra d’oltremare – precisa però De Magistris -. Il giorno prima dell’evento e degli scontri era stata individuata una sede alternativa, questo avrebbe alleggerito la forte tensione, ma si è scelto, anzi si è imposto comunque la Mostra d’Oltremare. Perché incaponirsi sulla Mostra d’Oltremare e far prevalere il capriccio di Salvini di farlo lì?”.

Contro Salvini anche la moglie di De Magistris, Maria Teresa Dolce, in piazza sabato contro il leader della Lega.

“Manifestare è un diritto costituzionale. Eravamo animati da uno spirito pacifista e non potevamo tacere contro il razzismo di Salvini. Il suo odio per Napoli e per il Sud è cosa nota, un’ostentazione continua sulla quale non ritengo sia giusto soprassedere. Quelli che prima del corteo suggerivano di evitarlo, di ‘fare attenzione’, facevano un’operazione subdola. Era un modo per violare un diritto sancito dalla Costituzione: una sorta di nuovo fascismo. Sfilare in corteo sabato pomeriggio è stato importante, è sempre importante perché altrimenti è come farsi relegare nelle riserve indiane. Basta guardare cosa succede anche lontano da Napoli, da Trump ai nuovi venti di destra xenofoba nel mondo”

“Credo che Salvini avesse diritto a parlare a Napoli, ma forse sarebbe stata meglio un’altra sede, slegata dal Comune. Peccato che, alla fine, gli scontri abbiano giovato solo a lui. In definitiva si è fatto il gioco di Salvini, tutta pubblicità a suo favore”.

 

Commenti