Adico: “Bollette luce e gas con imposte uguale ai consumi”

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Agenpress. L’ultimo caso è di giovedì pomeriggio. Una coppia mestrina si è rivolta all’Adico con due fatture del gas di importo ragguardevole: la prima, relativa al periodo gennaio febbraio 2017, è di 624,65 euro: 373,86 euro di consumi reali, 250,79 euro di imposte e Iva (il 46% del totale). L’altra è di 583,14 euro: 310,48 euro di materia prima consumata, 0,50 centesimi per “altre partite” e 272,16 euro di tasse (il 40% del totale).

Ma nei primi mesi dell’anno l’associazione registra una vera e propria “impennata” di richieste d’aiuto e di informazioni da parte di utenti veneziani che si sono trovati di fronte a fatture con importi non spiegabili e soprattutto imposte esagerate.

“Da inizio anno – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – assistiamo tantissime persone che intendono contestare bollette contenenti spese per Iva e accise, ma anche per gli oneri di sistema, a dir poco esagerate e quasi corrispondenti ai costi dei consumi veri e propri.

La bolletta 2.0, introdotta nel 2016 per renderne più chiara la fattura agli utenti, sta invece generando grande confusione, fermo restando che certi importi non sono giustificabili. La gente è esausta visto che paga già un sacco di tasse. Come si possono caricare così tante imposte sui consumi di gas ed energia elettrica?”. Anche gli oneri di sistema, che sono costi fissi introdotti in bolletta per finanziare attività di interesse generale (come le fonti rinnovabili), sono spesso inspiegabili.

La famiglia Scarpa di Chirignago, per esempio, si è rivolta all’Adico qualche settimana fa per chiedere lumi su una bolletta della luce relativa a una casa in montagna chiusa da tempo. La fattura era di 47,92 euro. Per il consumo vero e proprio ha speso 7 euro e 6 centesimi. Quasi metà (22,50 euro) della bolletta, però, è addebitabile, appunto, alla spesa per gli oneri di sistema.

Nei primi due mesi e mezzo del 2017 Adico sta seguendo 144 persone che hanno problemi con le utenze (in crescita del 68% rispetto al primo trimestre del 2016). Circa un terzo dei casi riguarda la telefonia, i due terzi gas ed energia elettrica. Se fino a qualche tempo fa, però, dominavano le “bollette pazze” o i contratti estorti con l’inganno, ora la stragrande maggioranza dei soci contesta le spese contenute nelle fatture.

“Probabilmente – continua Garofolini – la bolletta 2.0, che ha scorporato più voci precedentemente riunite in macrocategorie, stanno svelando costi che prima non si scorgevano. Resta il fatto che riteniamo scandaloso l’invio di bollette con imposte superiori al 40% del totale. Invitiamo le persone che ritengano di aver ricevuto bollette scorrete o non spiegabili, a rivolgersi alla nostra associazione per valutare possibili contestazioni”.

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