Beatificato Josef Mayr-Nusser per aver detto sì a Cristo e no a Hitler

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Agenpress. Stamane a Bolzano è stato beatificato Josef Mayr-Nusser, morto nel 1945 a Dachau per aver rifiutato di giurare fedeltà a Hitler: aveva 34 anni, era sposato e padre di un bimbo. A presiedere la celebrazione, il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Mayr-Nusser era presidente dell’Azione Cattolica trentina e impegnato tra i più poveri come membro delle Conferenze di San Vincenzo de’ Paoli. Seppe dire di “no” quando tutti dicevano di “sì”.

Sulla sua figura, ascoltiamo uno dei postulatori, don Josef Innerhofer

R. – Joseph Mayr-Nusser è stata una persona eccezionale. Per lui la cosa più importante era servire Gesù, specialmente nei poveri. Sottolineava nei suoi discorsi che noi abbiamo soltanto un führer, un duce, cioè Gesù Cristo. E’ l’unica guida – diceva – che siamo chiamati a seguire. Per lui non è importante fare grandi opere ma servire semplicemente, in modo cristiano, lì dove siamo, sul lavoro, nel tempo libero, nella famiglia: essere semplicemente cristiani.

D.  – Ci può raccontare che cosa successe davanti ai nazisti che gli ordinavano di giurare fedeltà a Hitler?

R. – Soltanto lui ha alzato la mano e ha detto che non era disposto a fare quel giuramento e il capitano non capiva il perché: “Ma tu non sei un nazista al 100 per cento?”. Allora Josef ha detto: “No, non lo sono e non condivido le direttive di questo partito”. Uno dei suoi compagni gli ha detto: “Ma anche io sono anche un cristiano attivo, però non credo che il Signore ci costringa a rinunciare a questo giuramento. E poi che cosa puoi fare? Verrai ucciso, tua moglie non avrà più il marito, il tuo bambino perderà il padre e la guerra non la fermerai mai”. Allora, lui ha detto: “Se nessuno ha il coraggio di alzarsi e dire che questo non è giusto, non si cambierà mai niente”.

Quando l’hanno trovato morto aveva con sé un Rosario, un Messalino e il Nuovo Testamento.

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