L’Agenpress aderisce allo sciopero contro il bando UE deciso dal governo

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Agenpress –  I comitati di Redazione delle Agenzie di stampa nazionali, alla luce delle mancate attese risposte da parte del ministro Luca Lotti, ha deciso di proclamare una giornata di sciopero per la giornata di sabato 25 marzo dalle 6 del mattino alle 6 del giorno dopo.

I comitati chiedevano al ministro Lotti la convocazione di un incontro con il coordinamento dei Cdr e “una chiara indicazione di disponibilità ad un vero confronto su soluzioni alternative al bando di gara europeo per il settore, in particolare sulle proposte avanzate dalla Fnsi”.

I Cdr delle agenzie avevano lanciato un ultimatum al ministro con delega all’editoria, sollecitando la possibilità di valutare soluzioni alternative al bando di gara europeo per la fornitura dei servizi di informazione primaria al governo, proprio con l’intento di salvaguardare pluralismo delle voci e livelli occupazionali.

Le gare europee  mettono infatti a rischio la sostenibilità e, in alcuni casi, la sopravvivenza delle aziende e delle redazioni, oltre a compromettere il pluralismo dell’informazione e la salvaguardia degli interessi dell’informazione primaria italiana rispetto ai grandi gruppi editoriali stranieri.

Il ministro Luca Lotti in risposta ha  ribadito “l’attenzione alla salvaguardia del pluralismo dell’informazione e dei livelli occupazionali”, in un comunicato 2assicura la propria disponibilità al dialogo purché avvenga nel reciproco rispetto dei sostanziali principi del confronto”.

Nel 2015 Luca Lotti, allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio con deleghe all’editoria, firmò una direttiva che prevedeva di portare avanti le convenzioni concluse senza bando. Con nuovi criteri: almeno 50 giornalisti assunti a tempo indeterminato e a tempo pieno e 15 ore di trasmissione al giorno per sette giorni a settimana. Il 25 gennaio il Tar del Lazio ha annullato ha annullato la direttiva per un ricorso presentato da Agv News, società editrice dell’agenzia di stampa Il Velino, secondo cui il metodo non era chiaro per garantire il pluralismo. Così, per uscire dal pantano, il governo Gentiloni ha optato per il bando di gara europeo. Un bando che di fatto apre anche a tutti i competitor degli altri 26 Paesi.

Anche Raffaele Cantone si era espresso in merito.  “Siccome l’agenzia svolge un servizio per conto pubblico e quel servizio non viene assicurato da una agenzia, ma lo possono fare 10, vuol dire che è fungibile e si deve andare a gara, lo prevede il codice dei contratti”.

Per Cantone però si può procedere sia a gara aperta che con procedura negoziata. “Il codice prevede varie tipologie di procedura e spetta al governo stabilire come. Però quello è un appalto di servizio e gli appalti di servizio nel nostro Paese si possono fare solo utilizzando il codice dei contratti”.

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