Fondo per non autosufficienza 2017 a 500 milioni

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Agenpress. Sulla disabilità si è svolta una riunione al ministero del Lavoro e delle politiche sociali, in particolare si è discusso del fondo per la non autosufficienza.
Presenti alla riunione anche il ministro Giuliano Poletti, e il Sottosegretario Franca Biondelli.
La delegazione della Conferenza era guidata dal Vice Presidente della Regione Molise, Vittorino Facciolla, coordinatore della Commissione politiche sociali della Conferenza delle Regioni.
Al Tavolo sulla non autosufficienza hanno partecipato le associazioni dei disabili gravi e le organizzazioni sindacali. Il Tavolo serve per scrivere il Piano per la non autosufficienza.
Al centro del confronto Governo-Regioni-sindacati i tagli al Fondo per la non autosufficienza, che è stato incrementato di 50 milioni dal Governo, come da Intesa in Conferenza Unificata del 23 febbraio.
Poletti e Facciolla hanno quindi spiegato i nuovi termini dell’accordo tra Governo e Regioni, che permetterà di ricostituire la dotazione del Fondo di 500 milioni. Saranno infatti le Regioni stesse a prevedere, nell’ambito dei propri bilanci, risparmi che consentano di recuperare le risorse necessarie al fine di evitare qualunque riduzione rispetto a quanto previsto per il 2017. La distribuzione regionale delle quote aggiuntive rispetto alla dotazione del Fondo nazionale – per un ammontare complessivo di 50 milioni – sarà definita nelle prossime settimane in sede di decreto di riparto del Fondo.
In una nota congiunta Cgil, Cisl, Uil, Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil prendono “atto positivamente dell’impegno assunto da Governo e Conferenza delle Regioni, ribadito oggi dal ministro Poletti e dall’assessore Facciolla, di ristabilire la dotazione del Fondo per la non autosufficienza per l’anno 2017 a 500 milioni di euro e del Fondo per le politiche sociali a 311,56 milioni”.
I sindacati comunque rivendicano “in tempi rapidi, l’approvazione dell’atto formale che cancelli effettivamente i tagli ai fondi inferti con l’intesa Stato-Regioni del 23 febbraio scorso”. E “in ogni caso – ribadiscono i sindacati – bisogna rendere strutturali questi fondi e ‘proteggere’ le risorse destinate al welfare come investimento strategico, che vanno perciò escluse dai tagli che si decidono con le manovre finanziarie in attuazione del patto di stabilità”.
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