Equitalia. Lettera Aperta alla Corte Europea dei Diritti Umani

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Agenpress. Illustrissimi, ritengo doveroso sottoporre alla Vostra attenzione una grave problematica che affligge molti cittadini italiani, che sono certo si potrà risolvere mediante un Vostro autorevole intervento.
Si tratta delle ripercussioni dell’operato della Società Equitalia S.p.A. sul piano dei diritti della persona e sul piano sociale per quanto riguarda lo Stato italiano.

La Società Equitalia S.p.A. è una società a partecipazione pubblica italiana, incaricata della riscossione dei tributi su tutto il territorio italiano.
Come cittadino italiano impegnato da anni, attraverso la mia Associazione, nella ricerca di possibili soluzioni per debellare le forme più gravi della povertà, mediante azioni concrete mirate e specifiche, sento il dovere di evidenziare il dramma vissuto da coloro i quali devono restituire ad Equitalia tributi di vario tipo, non avendo più a disposizione denaro, a causa della loro caduta in miseria.

Comprendendo le ragioni di quanti affermano la necessità di assolvere al pagamento dei debiti contratti, in quanto dovere morale, al di là di ogni impedimento, sento la necessità, tuttavia, di difendere da pressioni ed accanimento coloro che versano in grave stato di
povertà, diventati ormai nullatenenti ed incapaci di assolvere a qualsiasi pagamento, anche psicologicamente fragili ed incapaci di reazioni adeguate. Molti sono, difatti, i suicidi per situazioni debitorie irreversibili.

La crisi economica e la pressione fiscale sono diventate, nello Stato italiano, un fardello che piega le spalle del ceto medio italiano. Per tale ragione, i poveri sono diventati più poveri e tale drammatica povertà si evidenzia in larghi strati della popolazione italiana, che, con grande fatica, riesce a malapena a sostenere le spese per i generi di prima necessità.

Tenendo conto di tale dolorosa e commovente prospettiva, può essere considerata come un’ulteriore violenza pretendere soldi da chi non ne ha neanche per sopravvivere . Negli ultimi anni, una serie interventi legislativi hanno tentato di rendere meno gravosa la
riscossione dei debiti da parte di Equitalia, che, tuttavia, continua ad esercitare un’ intollerabile pressione su chi, a stento, riesce a sopravvivere, reso sempre più inerme dalla disoccupazione e dalla perdita dei propri beni di prima necessità.

Non si può negare che la nazione italiana affondi le proprie radici nella democrazia e nella salvaguardia dei diritti fondamentali dell’essere umano e che si sia distinta, nel corso della sua storia civile ed umana, nonché politica ed economica, per aver posto a fondamento del suo operare la salvaguardia del valore imprescindibile della persona, divenendo faro di civiltà ed esempio di cultura umana per il mondo intero.
L’Italia, sempre attenta ai più deboli e alla loro emancipazione, a causa dell’acuirsi della crisi economica, che ha avvilito tutto il mondo, ha distolto la sua attenzione dai valori fondativi della sua Costituzione  per cui ne è derivato l’affermazione, nel proprio territorio, di un’economia selvaggia che cerca di salvare solo se stessa, ma che, in realtà, crea solo un continuo degrado sociale ed umano, nonché economico, sicuramente irreversibile, se non verrà frenato.

L’Italia è, così, diventata una nazione con un debito pubblico altissimo, che vuole ripianare con lo sforzo di tutti, finanche dei cittadini ormai nullatenenti, che urlano la propria disperazione ricorrendo a gesti estremi .

Il debito pubblico italiano – non vi è dubbio – che sia stato creato dalle classi politiche che non hanno saputo governare nel modo più opportuno. Si cerca ora di trovare soldi un po’ dappertutto e si ricorre all’aumento delle tasse e delle multe per tentare di ripianare il
debito.
Ma la stragrande maggioranza degli italiani non può pagare perché non c’è lavoro e, conseguentemente, non c’ è denaro. Molti cittadini si sono visti portare via tutto: la propria casa, i piccoli beni necessari per vivere il quotidiano e, pertanto, la propria dignità.

Vi chiedo, considerando il valore della salvaguardia dei diritti umani, sia sotto il profilo etico, sia sotto il profilo di valori fondativi di un’economia veramente fiorente e in reale crescita, di
voler prendere in considerazione questa mia lettera e di voler verificare l’operato di questa Società di recupero credito, che ha sportelli operativi in tutta Italia, alla stregua di una Banca.

Vi chiedo di fare in modo che Equitalia riveda il suo modo di operare, alquanto a mio avviso, molto discutibile.
Non dico che sia giusto non pagare e che regni l’illegalità, desidero solo che si modifichi la procedura per le richieste di quanto dovuto da parte di chi non ha pagato, rendendo più
elastica la risoluzione dei debiti, mediante un piano di rientro più consono alle possibilità di ognuno, che tenga conto anche della possibilità di un condono e della eventuale restituzione della propria abitazione a chi gli è stata pignorata .

Le Nazioni Unite e la Commissione Europea dei diritti umani non possono non prendere in dovuta considerazione l’operato di Equitalia ed intervenire per salvaguardare quei cittadini ormai incapaci anche di reagire.
Le nazioni evolute non solo economicamente, ma anche moralmente, devono garantire che non sia lesa la dignità dell’ essere umano ed impegnarsi perché sia offerta ad ognuno la possibilità, quando ha sbagliato, di riabilitarsi socialmente ed economicamente.
E’ certo, difatti, che si può sanare l’economia non punendo i poveri, ma riabilitandoli.
E’ certo anche che la Società Equitalia inneschi un ulteriore processo di esclusione dalla vita economica, tanto più dannoso per l’economia, proprio in quanto sofferente e bisognosa di nuove aperture verso l’inclusione di tutti, nessuno escluso .

La storia ci insegna, difatti, che l’esclusione ha creato un processo economico degenerativo, che regna sotto gli occhi di tutti, a cui occorre porre rimedio prima che sia troppo tardi per ogni popolo, anche quello più progredito .

Speranzoso in un Vostro intervento immediato, Vi porgo i miei migliori saluti.

Biagio Maimone
Comunicazione socio-umanitaria

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