Gelosia, controllo e prevaricazioni: quando l’amore si trasforma in possesso e violenza, anche tra gli adolescenti

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Agenpress – Il femminicidio, gli omicidi per gelosia e possessività, sono gli esiti della distorsione delle dinamiche che si instaurano all’interno della coppia, fin dalla prima adolescenza, fin dai primi rapporti di coppia. Il problema è che non si pensa che possano essere dei campanelli di allarme e dei segnali che possano portare a vivere sofferenze, paure, preoccupazioni, fino agli esiti più gravi delle violenze fisiche e verbali e l’omicidio.

Sono legami che non si basano sul rispetto degli spazi, dei tempi e delle scelte di un’altra persona e sfociano in possessività e controllo, non solo nel “reale”, ma anche nel digitale, attraverso l’uso completamente inappropriato di smartphone, social network e chat, che inevitabilmente condizionano il rapporto di coppia e diventano armi per soffocare l’altro e accecarsi per colpa della gelosia.

Attenzione, la violenza all’interno delle coppie di adolescenti è un fenomeno in forte crescita e sono i primi comportamenti che possono sfociare in violenza e anche nell’omicidio. L’indagine è stata condotta dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza su un campione composto da circa 8.000 adolescenti sul territorio nazionale. Nella fascia compresa tra i 14 e i 19 anni, circa 1 adolescente su 10 racconta di avere o di aver avuto paura del proprio partner, il 4% di essere stato aggredito fisicamente e quasi 2 adolescenti su 10 di aver subìto aggressioni verbali, non solo rivolte alle ragazze, ma anche nei confronti dei maschi.

I dati rilevati mettono in luce quanto la violenza fisica e verbale all’interno delle coppie di adolescenti sia un fenomeno estremante grave e preoccupante, soprattutto per il forte impatto e per gli esiti nefasti che può avere nel corso degli anni, distruggendo l’autostima e generando una condizione di profonda sofferenza.

Troppi ragazzi non sono in grado di riconoscere i segnali d’allarme, di capire dove finisce la gelosia e inizia il possesso, dove termina la condivisione e inizia il controllo. Infatti, il 6% degli adolescenti si sente incastrato nella propria storia sentimentale perché vittima di un partner che minaccia di suicidarsi ogniqualvolta si litiga e ci si lascia.

Tale condizione, genera profondo stress, opprime, fa sentire intrappolati nella relazione stessa e si arriva ad avere paura delle reazioni dell’altro, fino a non sentirsi più liberi di prendere in autonomia delle decisioni, soprattutto quando l’amore finisce.

I primi segnali, anche se con percentuali più basse, sono individuabili già a partire dalle scuole medie, nella fascia tra gli 11 e i 13 anni d’età, in cui quasi 1 preadolescente su 10 dichiara di avere un fidanzato particolarmente possessivo e che nel 6,5% dei casi controlla anche il cellulare, una tendenza presente soprattutto tra i maschi.

Il problema più grande è che in primis non si capisce che le dinamiche che si sono instaurate nella coppia e ciò che si sta vivendo non è “normale”, è pressione e violenza, si ha paura di parlare e in più ci si vergogna, non si racconta questo disagio e il calvario che si vive, nemmeno con la famiglia, imparando piuttosto a conviverci giorno dopo giorno e sperimentando vissuti di profonda solitudine e non comprendendo la gravità di questi segnali e gli esiti che possono avere anche nel corso degli anni, fino ad arrivare alla violenza domestica o all’omicidio. Oggi non dobbiamo sottovalutare le violenze digitali perché le chat e i social network vengono usate come armi per soffocare l’altro e, se sommate, alla gelosia e al controllo fuori dal mondo digitale diventano delle condizioni di forte rischio.

Il 16% degli adolescenti è stato obbligato a cancellare amici/amiche su Facebook o su altri social network perché il partner era geloso di quel contatto e di quella amicizia, in particolare le ragazze, mentre 6 adolescenti su 100 sono stati addirittura costretti a dare al proprio fidanzato/a la password dei vari profili social, per poter essere controllati in tutte le loro attività. Si tratta di adolescenti che, per una paura di essere traditi, lasciati e abbandonati, attraverso queste modalità controllanti ed intrusive, violano la libertà e la privacy della propria/o fidanzata/o.

A più di 2 adolescenti su 10 il partner controlla il cellulare, chat, messaggi, foto, video e tutti i tipi di attività all’interno del proprio smartphone: ovviamente, sono a conoscenza dei codici di accesso del telefono del partner e si sentono autorizzati a guardare come e quando vogliono, senza alcun limite. Troppi ragazzi sono vittime di scenate spaventose: vengono seguiti tutti i movimenti sui social, si controllano tutti i like e le interazioni con gli utenti della rete e viene messo in atto un monitoraggio costante e continuativo di WhatsApp e di tutte le chat di messaggistica istantanea.

Il 19% dichiara di avere un partner molto possessivo e il 22% è controllato nelle sue azioni, negli spostamenti, sulle persone con cui esce e anche come si veste (il 13,5% sono femmine, il doppio rispetto ai maschi), percentuale più bassa alle medie, intorno al 6%, ma non per questo meno preoccupante, considerato il fatto che nell’arco di pochi anni tende a triplicarsi. “Questi comportamenti adolescenziali sono il terreno fertile per il femminicidio e per la violenza domestica e se fin da piccoli sono così possessivi e prevaricatori, come vogliamo che crescano?”, sostiene la dott.ssa Maura Manca, presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, “la violenza di genere tra gli adolescenti nasce da un investimento affettivo estremo, un amore malato in cui possessività, orgoglio, gelosia ossessiva e divieti possono essere scambiati erroneamente come gesti d’amore. Purtroppo manca una profonda educazione di base, nelle scuole si parla ancora pochissimo della violenza di coppia tra gli adolescenti, i genitori non sono informati e tante volte si sottovaluta il problema, intervenendo quando è già troppo tardi”.

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