Migranti. Decreto Minniti è legge. Via i Cie arrivano i Cpr. Frontex. Italia sotto pressione

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Agenpress – Via libera definitivo dell’Aula della Camera al decreto legge Minniti in materia di immigrazione: il testo, su cui martedì il governo aveva incassato la fiducia a Montecitorio, è legge e mira a snellire i tempi dei procedimenti in materia di protezione internazionale e a contrastare l’immigrazione illegale.

I voti a favore sono stati 240, 176 i contrari, 12 gli astenuti. Il decreto prevede risposte più rapide per le richieste d’asilo e centri di rimpatrio moltiplicati sul territorio.

L’Italia è ancora sotto pressione avverte Frontex. Secondo la centrale di soccorso coordinata dalla Ue sulla rotta del Mediterraneo centrale sono passate 10.800 persone, “oltre in quinto in più” rispetto al mese precedente, portando il totale dei primi tre mesi a circa 24.250, “quasi il 30% in più delle stesso periodo del 2016”. Sulla rotta verso la Grecia del Mediterraneo orientale sono passate 1.690 persone, “pari al 6% rispetto all’anno scorso prima dell’accordo Ue-Turchia”.

Via i Cie, “Centri di identificazione ed espulsione” arrivano i  “Centri di permanenza per il rimpatrio”. La rete delle nuove strutture dovrà essere ampliata, in modo da assicurarne la distribuzione “sull’intero territorio nazionale”. 1.600 posti in tutto, preferibilmente fuori dai centri urbani e vicino ad infrastrutture di trasporto. Queste strutture ospiteranno i migranti da rimandare in patria. Per garantire l’esecuzione delle procedure di espulsione vengono stanziati 19 milioni di euro. Le disposizioni escludono il trattenimento nei Centri di persone “in condizioni di vulnerabilità”. Previsto l’accesso ai Centri, senza previa autorizzazione, per i parlamentari e gli altri soggetti ammessi a visitare le carceri.

Abbreviati i tempi di trattazione delle domande di asilo, aumentate nel 2016 del 47% rispetto all’anno precedente (in tutto sono state 123mila). Ci sarà l’assunzione straordinaria di 250 specialisti per rafforzare le commissioni di esame delle richieste. Vengono poi istituite 26 sezioni specializzate in materia di immigrazione e asilo presso ciascun Tribunale ordinario del luogo in cui hanno sede le Corti d’appello. Deciso inoltre il taglio dell’appello per i ricorsi contro il diniego dello status di rifugiato, che diventa ricorribile solo in Cassazione.

Il decreto prevede la promozione dell’impiego di richiedenti asilo in lavori di pubblica utilità gratuiti e volontari, ad opera dei prefetti, d’intesa con Comuni e Regioni.

Per mettere la Commissione nazionale per il diritto di asilo e le Commissioni territoriali in condizioni di far fronte al boom di domande, il ministero dell’Interno è autorizzato, per il biennio 2017-2018, a bandire procedure concorsuali e ad assumere fino a 250 unità di personale a tempo indeterminato, altamente qualificato, “per l’esercizio di funzioni di carattere specialistico”.

I prefetti, d’intesa con i Comuni interessati, promuovono “ogni iniziativa utile all’implementazione dell’impiego di richiedenti protezione internazionale, su base volontaria, in attività di utilità sociale in favore delle collettività locali”. Possibile la predisposizione di progetti ad hoc, anche in collaborazione con le organizzazioni del terzo settore, progetti “da finanziare con risorse europee destinate al settore dell’immigrazione e dell’asilo”.

Vengono istituite sezioni specializzate “in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea”. Sono 26, tante quante le sedi di Corte d’appello, al posto delle 14 previste nel decreto legge originario. Le sezioni sono competenti in materia di mancato riconoscimento del diritto di soggiorno sul territorio nazionale in favore di cittadini Ue; impugnazione del provvedimento di allontanamento nei confronti di cittadini Ue per motivi di pubblica sicurezza; riconoscimento della protezione internazionale; mancato rilascio, rinnovo o revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari; diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari; accertamento dello stato di apolidia e accertamento dello stato di cittadinanza italiana.

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