Uber, Codacons replica ai tassisti: hanno paura della concorrenza e dei bancomat

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Agenpress. Dura replica del Codacons ai tassisti che, tramite il Presiedente URI – Unione Radiotaxi Italiani, Loreno Bittarelli, si sono scagliati contro l’associazione rea, a loro dire, di difendere Uber.

Evidentemente a Uritaxi e ai tassisti in generale sfugge che al Codacons non interessa difendere Uber o qualsiasi altra società, indipendentemente dal suo nome, ma l’unica cosa per cui ci battiamo e continueremo a batterci è l’aumento della concorrenza sul fronte dei trasporti pubblici non di linea, nell’esclusivo interesse degli utenti – spiega l’associazione – Fanno sorridere le affermazioni di Buttarelli secondo cui Uber sarebbe un’ azienda criminale (perché viola le leggi italiane), così come criminali sarebbero gli autisti affiliati ad Uber, da lui accusati di omicidio, aggressioni, stupri ecc.

E’ proprio il caso del “bue che dice cornuto all’asino”, dal momento che secondo Bittarelli tutti i tassisti sarebbero delle monachelle innocenti. Peccato che decine e decine di conducenti di auto bianche siano stati coinvolti in pesantissimi reati, dall’omicidio all’aggressione, passando per le minacce e per violenze di ogni tipo. Per non parlare delle innumerevoli truffe perpetrate dai tassisti ai turisti stranieri.

Forse farebbero bene Bittarelli e i tassisti a guardare al proprio orticello, e a non avere paura né della concorrenza, né dai bancomat, considerato che a Roma trovare un tassista che accetti il pagamento con Pos è oramai una impresa.

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