Sott. Cesaro: Attività culturali e buone prassi per il reinserimento sociale dei detenuti

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Agenpress. «Un mondo iperconnesso, che sempre più va configurandosi come villaggio globale, da un lato. Vecchi e nuovi muri, dall’altro lato: è il paradosso del nostro tempo, che ci deve spingere ad una riflessione organica sui sistemi detentivi, per esplorarne le implicazioni concrete e metaforiche».

Con queste parole il Sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali, Antimo Cesaro, è intervenuto al convegno nazionale “Il mondo come prigione? Carcere, diritti, giustizia”, tenutosi oggi presso l’Auditorium del MAXXI, in occasione della mostra “Please Come Back. Il mondo come prigione?”, aperta al pubblico fino al prossimo 31 maggio.

«Le carceri italiane sono afflitte da problemi atavici, con scarse possibilità di espressione del sé offerte ai detenuti. Eppure sono molte le buone prassi attive anche su questo fronte, che dobbiamo incentivare e sostenere. Penso all’esempio virtuoso scaturito dalla firma del protocollo di intesa fra Polo Museale della Campania, Comune di Teano e Carcere di Carinola, per l’impiego di detenuti in attività di manutenzione dell’area archeologica del Teatro romano di Teanum Sidicinum. O ancora al recente accordo fra lo stesso Carcere di Carinola e la Reggia di Caserta, che permetterà ad alcuni detenuti di lavorare alla manutenzione del verde e alla pulizia dell’impianto idrico nel parco della Reggia borbonica», ha continuato Cesaro.

«Bisogna poi interrogarsi sul destino di una quota consistente del patrimonio immobiliare carcerario. Veri e propri monumenti che, se inseriti in un’azione strategica di recupero e ri-funzionalizzazione, possono configurarsi come poli di attrazione turistica e culturale. Si pensi al carcere di Terra Murata a Procida o al complesso di San Domenico a San Gimignano».

«Si tratta di operazioni che hanno a che fare soprattutto, ma non solo, con la giustizia sociale. Peraltro, sappiamo che le attività culturali svolte in carcere hanno una ripercussione tangibile e diretta sull’efficacia delle pene, secondo il dettato costituzionale», ha concluso il Sottosegretario.

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