Minzolini: “Non ho fatto nulla per accalappiare voti sia in questa votazione sia nella precedente”

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Agenpress. Augusto Minzolini è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus.

In merito alle sue dimissioni approvate dal Senato. “Io non ho fatto nulla per cercare di accalappiare voti nè in questa nè nella precedente votazione -ha affermato Minzolini-. Ho detto le cose che penso, l’idea di dimettermi l’ho annunciata anche un anno e mezzo fa in giunta per le autorizzazioni a procedere. In politica uno dei valori fondamentali è la coerenza, io da questo punto di vista credo di essere stato coerente. Rimango perplesso per quello che ha fatto il PD, che prima dà la possibilità del voto di coscienza e in questo caso dà l’indicazione di voto. Mi sembra un passo indietro. Il Pd di oggi, per calcolo politico, per comodità per paura molto spesso cede, in una specie di corsa con il M5S, a questa cultura giustizialista che non fa bene al Paese”.

“Nel mio caso c’è un aspetto non indifferente –ha spiegato Minzolini-. Una carta di credito che mi era stata data come benefit, poi dopo 18 mesi cambiano idea. Gli ho ridato i soldi immediatamente, poi improvvisamente arriva un esposto dell’allora On. Di Pietro che trasforma la questione amministrativa in penale. Vengo condannato da giudice che per anni ha fatto politica il quale, invece di astenersi per galateo istituzionale, mi condanna dandomi quei 6 mesi in più richiesti dalla pubblica accusa che fanno scattare la Severino”.

“La mia decadenza a voto palese è stata respinta e le dimissioni a voto segreto sono state accettate. Questo si spiega con il fatto che a voto palese ogni senatore ha deciso valutando i fatti, a voto segreto è stata data un’indicazione politica e c’è stata una disciplina di partito che ha portato a questo. Io me l’aspettavo, perchè questo è il grado di disciplina giuridica che abbiamo. Semmai non mi aspettavo il primo voto. Bisognerebbe mettere un’epigrafe in Senato, con il monito di Woytila: non abbiate paura. Il problema della classe politica di oggi è quello di avere paura”.

“I parlamentari grillini se la prendono con la pensione dei parlamentari e fra poco la intascheranno. Nel nostro Paese più che i gesti contano le parole, parole che un giorno dicono una cosa e un giorno dicono un’altra.  Paragone con Gesù Cristo? I grillini hanno votato a favore dicendo : Lo dice la legge, è la stessa frase utilizzata da Caifa. Poi ho fatto un paragone con quelli che hanno detto che c’erano delle ombre nella vicenda Minzolini ma per opportunità politica avrebbero votato per la decadenza, questo è un atteggiamento da Ponzio Pilato. Il problema è che determinate questioni che riguardano i casi giudiziari non vanno giudicati secondo le logiche dell’opportunità politica, altrimenti facciamo come Sacco e Vanzetti che furono mandati sulla sedia elettrica e poi riabilitati dopo 50 anni”.

“Io per strada ho avuto soltanto solidarietà, magari anche esagerata. Poi leggo i sondaggi fatti dal Corriere che per il 70% gli italiani dicono che la giustizia è politicizzata. Allora inizio a pensare che la classe politica è affetta da una specie di sindrome, abbiamo una sorta di piazza mediatica che ci dà un’idea del Paese che è diversa dal reale. Altrimenti Berlusconi non potrebbe essere ancora al centro della scena. Berlusconi nel 2013 è andato fuori dal Parlamento eppure ora è considerato centrale nella politica, perchè una parte della società italiana si sente rappresentata da Berlusconi. Questa è la sconfitta del giustizialismo. Basti pensare alla piazza mediatica del web fatta da nickname anonimi e parecchi politici riflettono su quello. La settimana scorsa esce fuori che un totem come le intercettazioni possono essere artefatte, attraverso quelle modifiche su un brogliaccio tu puoi mettere in crisi un governo come successo con Consip. E’ un problema enorme, siamo alla mercè di qualunque cosa, perchè non abbiamo civiltà giuridica”.

“Con la politica ho chiuso, non mi sarei comunque presentato alle prossime elezioni” ha dichiarato Minzolini.

Dimissioni respinte per la quinta volta al Sen. Vacciano. “Questo è un altro assurdo. Siamo alla quinta volta, è un paradosso totale -ha affermato Minzolini-. Abbiamo dei meccanismi perversi per cui la classe politica di fatto si rapporta a se stessa come se fosse uno status. Se una persona vuole uscire, perchè non vuole stare là, gli viene impedito. E’ uno dei problemi enormi che riguardano la maturità delle nostre istituzioni, c’è qualcosa che non va”

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