Puglia. Tap. Tar Lazio respinge il ricorso della Regione sull’espianto degli ulivi. Riprendono i lavori

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Agenpress – Il Tar del Lazio aveva sospeso i lavori il 6 aprile scorso, accogliendo il ricorso della Regione Puglia arrivato dopo settimane di manifestazioni di cittadini al cantiere Tap di San Foca. Il ricorso presentato dall’avvocato Mariano Alterio era fondato sulla convinzione che Tap non avesse ottemperato alla prescrizione A44 della Valutazione di impatto ambientale, relativa proprio alle modalità di espianto degli alberi. Il ministero già prima dell’appello aveva chiarito in una memoria come la prescrizione fosse ottemperata e l’espianto autorizzato, ma la Regione aveva comunque impugnato l’atto.

I lavori di espianto e spostamento degli ultimi 12 ulivi rimasti possono dunque riprendere e dovranno terminare entro il 30 aprile.

Il Tap è un’opera “dichiarata infrastruttura strategica, di preminente interesse per lo Stato”. Quindi, è il Ministero dell’Ambiente il “titolare di una facoltà di controllo, in ordine al rispetto di quanto previsto nel decreto Via” sulla valutazione di impatto ambientale. E’ questa la motivazione centrale per cui il Tar ha respinto il ricorso della Regione Puglia sul Tap e ha di fatto dato il via libera alla ripresa dell’espianto degli ulivi nell’area di Melendugno. “La verifica finale di ottemperanza alle prescrizioni contenute” nel decreto ministeriale del 2014 che ha “definito positivamente la valutazione di impatto ambientale” compete al Ministero dell’Ambiente, si legge infatti nella sentenza, da poco visibile sul sito della giustizia amministrativa. E sebbene la Regione Puglia sia indicata nel decreto “come Ente vigilante, non può escludersi che il Ministero dell’Ambiente, della tutela del territorio e del Mare – riporta l’atto – rimanga titolare di una facoltà di controllo, in ordine al rispetto di quanto previsto nel decreto Via”.

Al centro della controversia ci sono 211 piante di ulivo. La sentenza spiega che il Ministero, in vista della camera di consiglio al Tar, ha depositato memorie in cui spiega che la cosiddetta “fase zero, riguardante la sola realizzazione – previa rimozione degli ulivi – della strada di accesso all’area di cantiere” è “pressoché conclusa con residuo previsto spostamento di un numero limitatissimo di alberi già espiantati”. Inoltre i giudici hanno rilevato che “due articolazioni della stessa Regione Puglia (il Dipartimento Agricoltura – sezione osservatorio fitosanitario ed il Dipartimento Agricoltura – servizio provinciale agricoltura di Lecce)” con specifici provvedimenti “hanno concesso alla società Tap l’autorizzazione all’espianto” degli ulivi. Autorizzazione che “le ulteriori osservazioni” del Dipartimento di Ecologia della Regione “non hanno posto nel nulla”.

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