L’Italia tra i costruttori del magnete più sofisticato della storia!

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Agenpress. Il magnete più tecnologico del mondo è pronto a essere installato nella più grande macchina sperimentale di sempre (ITER), per dimostrare che l’energia da fusione è possibile.

Un altro successo dell’ingegneria italiana, cui hanno contribuito ASG Superconductors, SIMIC e il consorzio ICAS.

I 18 magneti superconduttori o bobine toroidali di ITER sono alti 13 metri e larghi 9, pesano quanto un Boeing 747 e genereranno un campo magnetico circa 1 milione di volte più potente di quello della Terra. L’Europa ne fabbricherà dieci (nove più uno di ricambio) e il Giappone nove.

I dieci magneti si stanno costruendo in un’ex fabbrica di lavatrici recuperata da ASG Superconductors. L’azienda partecipa al progetto, insieme a Iberdrola Ingeniería y Construcción ed Elytt, grazie a un contratto del valore di circa 150 milioni di euro, stipulato con Fusion for Energy (F4E), l’organismo dell’UE che gestisce il contributo dell’Europa al progetto.

Nel quadro di un contratto del valore di circa 150 milioni di euro firmato da F4E e da un consorzio che raggruppa CNIM e SIMIC, quest’ultima ha partecipato alla produzione di 35 piastre radiali del magnete, mentre grazie ad un altro contratto da oltre 100 milioni di euro, è responsabile dell’esecuzione di una serie di prove a freddo e di lavorazioni prima del trasferimento dei pezzi a Cadarache, dove sono installati nella macchina.

Il conduttore per le dieci bobine toroidali, che ha raggiunto una lunghezza complessiva di 20 km, è stato prodotto dal consorzio ICAS (Italian Consortium for Applied Superconductivity) formato dall’ENEA, nel ruolo di coordinatore, da Criotec Impianti Srl e TRATOS Cavi SpA.

Alessandro Bonito-Oliva, responsabile del progetto per F4E, ha dichiarato: “Grazie alla nostra determinazione e all’ottima collaborazione tra F4E e i suoi partner abbiamo completato il nucleo della prima bobina toroidale europea. Questo è il risultato della buona cooperazione tra le diverse parti di questo progetto unico nel suo genere e dimostra che l’Europa pionieristica può farcela.”

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