Migranti. Brunetta: “Buonismo produce razzismo”

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Agenpress. “Il buonismo produce razzismo. E ora come non mai il ragionamento su costi e benefici dell’immigrazione in Italia è tornato attuale. Tanto più che si terrà domani a Milano il corteo a sostegno dell’accoglienza dei migranti, ‘Insieme senza muri’, a cui parteciperanno, tra gli altri, il sindaco Sala e l’ex ministro Emma Bonino”.

Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

“I flussi migratori cui è attualmente sottoposto il nostro Paese sono di natura profondamente diversa da quelli che, nel dopoguerra e per circa un ventennio, hanno interessato il Nord Europa. I flussi migratori di allora erano prevalentemente da domanda, quelli attuali sono, invece, prevalentemente da offerta. Nel caso di migrazione da domanda prevalgono i lavoratori dipendenti, pressoché immediatamente inseriti nelle garanzie di welfare proprie dei paesi di destinazione. Essi hanno alta propensione alla stabilità e trovano di fatto nei paesi ospitanti esplicite strategie assimilative: lingua, scuola, casa, modelli culturali. Questi flussi di immigrati entrano fin da subito nel ciclo sociale delle economie di destinazione attraverso il lavoro. I costi-benefici della loro presenza sono perfettamente visibili alle società in cui essi sono inseriti. E i migranti accettati.

Al contrario, nel caso di migrazioni da offerta la ragione del movimento risiede nelle condizioni socioeconomiche dei paesi di origine. Non esiste, quindi, nessun attrattore capace di selezionare i flussi, per cui le tipologie dei migranti sono le più varie e i settori di arrivo non saranno quelli centrali manifatturieri, ma quelli marginali-interstiziali-maturi. Ci sarà, pertanto, alta propensione alla clandestinità e al lavoro sommerso.

Ne deriva, di fatto, una precarietà generalizzata, nessuna propensione alla stabilità e, soprattutto, nessuna strategia assimilativa da parte della società di destinazione. Da qui conflitto, razzismo e mancanza di risorse per casa, scuola, lingua, welfare. Quindi il collasso dei conti pubblici”, sottolinea Brunetta.

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