Pensioni. Boeri. Il blocco a 67 anni costa 141 mld., 200mila pensionati in più all’anno

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Agenpress – Bloccare l’età pensionabile a 67 anni a partire dal 2021 costerebbe “141 miliardi di euro in più da qui al 2035”. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, sottolineando che tale scenario comporterebbe “un aumento del debito pensionistico implicito, dato che l’uscita prima del previsto non verrebbe compensata, se non in minima parte, da riduzioni dell’importo delle pensioni”.

“Il blocco sull’età senza toccare i coefficienti di trasformazione mette in squilibrio il sistema. Visto che il flusso attuale vede in uscita pensioni miste, con una quota prevalente di calcolo ancora retributivo, i coefficienti di trasformazione hanno un ruolo marginale nel determinare il livello delle pensioni. In prospettiva  spiega Boeri – avremo invece un problema di pensioni troppo basse, soprattutto per le donne. Con lo stop sulla speranza di vita, tra l’ altro, si bloccherebbe non solo il requisito di vecchiaia ma anche quello che fa salire gli anni contributivi per l’anticipo. Io penso che se accadesse si potrebbero avere circa 200mila pensioni in più all’anno”.

“I dati diffusi qualche giorno fa dalla Ragioneria parlano chiaro: da qui al 2040 la spesa per pensioni sale di un punto, al 16,3% del Pil, se si somma la spesa sanitaria e quella per le cure di lungo termine si passa dal 23% di oggi a poco più del 25,5%. E due giorni fa Istat ci ha ricordato che abbiamo 2,5 milioni di giovani con meno di 35 anni in povertà”, rileva Boeri. 2In presenza di una concentrazione della povertà tra i giovani noi andremmo a squilibrare ulteriormente la spesa a favore di chi ha 65 anni o più, gli unici che non hanno vissuto fenomeni di forte impoverimento negli anni della crisi”.

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