Las Vegas. È morto all’età di 91 anni l’attore comico americano Jerry Lewis

0
1064

Agenpress – La notizia è stata confermata dall’agente. Jerry Lewis considerato uno dei comici più celebri dello spettacolo, era nato il 16 marzo del 1926 a Newark nel New Jersey. Il suo vero nome era Joseph Levitch figlio di Daniel Levitch, un attore di vaudeville, e Rachel “Rae” Levitch (nata Brodsky), ambedue immigrati russi di origine ebraica.

Jerry Lewis trascorse l’infanzia girando in piccoli teatri di provincia con i genitori ed esordì in palcoscenico nel 1931 come componente di un coro. Quando dovette cominciare a frequentare la scuola fu affidato dai genitori a una zia ad Albany e, in seguito, mandato a studiare in un collegio a Irvington. Qui si fece notare, più che per lo studio, per le imitazioni dei compagni e degli insegnanti. La sua carriera scolastica comunque finì presto, quando venne espulso dal collegio per aver picchiato un insegnante che parlava male degli ebrei.

Cominciò a guadagnarsi la vita con una serie di lavori occasionali: commesso, magazziniere in una fabbrica di cappelli, fattorino in un albergo, maschera in un cinema-teatro di Brooklyn. Proprio qui, negli intervalli degli spettacoli provò a mettere in scena brevi sketch in cui imitava in playback le movenze di cantanti famosi. Esentato dal servizio militare per la perforazione di un timpano a seguito di un’otite, debuttò nella sua prima tournée nel 1944 toccando varie città degli Stati Uniti e del Canada.

“Il leggendario intrattenitore Jerry Lewis è morto in pace oggi per cause naturali a 91 anni a casa sua, con la sua famiglia al fianco”, recita un comunicato della famiglia citato da John Katsilometes del Las Vegas Review-Journal.

Fin da ragazzo fu attore e imitatore. È divenuto nel tempo un’autentica leggenda della slapstick comedy, un genere comico che sfrutta il linguaggio del corpo e le gag, del quale sono stati maestri mostri sacri come Stanlio e Ollio, Buster Keaton e Charlie Chaplin. Il periodo di maggiore fama, di quello che divenne uno degli attori più pagati del cinema americano, risale al decennio in cui ha lavorato in coppia con Dean Martin. Il ‘picchiatello’ ha costruito le sue fortune fin dalla metà degli anni Quaranta grazie al sodalizio decennale con Dino Crocetti, il cantante di origine italiana meglio noto come Dean Martin. Con Martin Jerry Lewis ebbe un enorme successo in teatro, al cinema e in televisione. Il primo film fu “La mia amica Irma”, a cui seguirono altre pellicole di successo. La coppia incise diverse canzoni e lavorò insieme a film come “Morti di paura” o “Il nipote picchiatello” oltre che a centinaia di rappresentazioni a teatro o alla radio, diventando perfino protagonista di una serie a fumetti. Nel 1956, a dieci anni esatti dall’inizio della loro unione artistica, Lewis e Martin annunciarono la loro separazione.

Jerry Lewis proseguì la carriera di attore a cui unì anche quella di regista. Il suo primo film fu “Ragazzo tuttofare” del 1960. In parallelo tentò anche la carriera musicale, conquistando un buon successo con alcune canzoni. Lewis è stato anche un generoso benefattore, donando decine di milioni di dollari alle associazioni contro la distrofia muscolare, attività per cui ricevette anche una candidatura al Premio Nobel per la Pace, e presentando per una decina d’anni la trasmissione televisiva “The Jerry Lewis MDA Labor Day Telethon”. Negli ultimi anni diede vita “House of Laughter” (La Casa della Risata) per aiutare i bambini e i giovani affetti da malattie o reduci da traumi, attraverso il potere terapeutico della risata. Ritornò al cinema nel 1983, quando Martin Scorsese lo chiamò per interpretare “Re per una notte”, accanto a Robert De Niro.

Comico tra i più grandi della storia, Jerry Lewis non ha mai vinto un Oscar ma nel 1999 è stato premiato con un Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia. Racchiudere una carriera come la sua in un’immagine è impresa ardua, ma è rimasta nella memoria di intere generazioni la scena di “Dove vai sono guai!” in cui Lewis usa la macchina da scrivere al ritmo di una musica sempre più indiavolata.

 

Commenti