Berlusconi. Potrà ricandidarsi? Il 22 novembre l’udienza. Avv. Longo: “battaglia difficilissima”

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Agenpress – “La grande chambre è fissata per il 22 novembre ma per avere la pubblicazione della sentenza bisognerà attendere i tempi estenuanti della burocrazia europea”.

E’ quanto afferma al Corriere della Sera Piero Longo, deputato di Forza Italia e avvocato difensore di Silvio Berlusconi, in vista della trasferta a Strasburgo per l’udienza davanti alla Grande Chambre della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) che stabilirà se il Senato italiano ha commesso oppure no un abuso applicando la legge Severino e deliberando nel 2013 la decadenza dal seggio parlamentare dell’ex premier dopo la sua condanna definitiva per frode fiscale.

Silvio Berlusconi, naturalmente,  punta anche sulla riabilitazione che, se arrivasse prima delle elezioni, neutralizzerebbe gli effetti della legge Severino consentendogli di candidarsi alle politiche 2018.

“La battaglia è difficilissima ma vale la pena combatterla fino in fondo”, prosegue Longo, che prevede la sentenza entro il mese di febbraio del 2018″, quindi  “prima delle elezioni politiche del 2018, se si dovesse votare a maggio, “ma c’è una ragione politica, non solo italiana, che regolerà i tempi: perché si tratta di stabilire se un leader europeo, un ex premier, ha avuto una decisione conforme alla legge oppure no. Non è semplice il quesito da sciogliere”.

In secondo luogo “per la riammissione in Senato sarà lo stessa Aula a decidere se riconsiderare la sua decisione del 2013. E il Senato, in forza dell’autodichia, può decidere quello che crede. Fino a non applicare la sentenza di Strasburgo eventualmente favorevole a Berlusconi pur rischiando un conflitto tra istituzioni sull’immediata esecuzione della stessa”.

“L’8 marzo del 2018 scattano i tre anni dal momento in cui è stata espiata la pena. Decide il tribunale di Sorveglianza di Roma, luogo di residenza di Berlusconi, ma anche qui non c’ è certezza sui tempi”.

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