Centrosinistra. Letta. Rassegnato a perdere. Il PD non riesce più ad aggregare e ad attrarre

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Enrico Letta

Agenpress – “Vedo un centrosinistra che si sta rassegnando a giocare un ruolo secondario e a non vincere le prossime elezioni e guarda al ritorno di Berlusconi e del centrodestra”.

Lo dice Enrico Letta a Radio Capital, ricordando di aver fatto un governo con Silvio Berlusconi  e Angelino Alfano ma come questo non sia certo un modello e come dunque quella fu una scelta “di necessità, per far partire la Legislatura”.

“Noto una contraddizione strana: il Pd e il centrosinistra hanno sempre ricercato leggi elettorali che creavano aggregazioni e questa è stata la forza dell’Ulivo e del centrosinistra, da Prodi a Bersani. Oggi mi sembra di dire che il Pd sembra scegliere questa legge elettorale, il proporzionale puro rispetto a cui la capacità di aggregazione non conta e forse perché sa che questa capacità è minore. Questo è il tema: un Pd che non riesce più a aggregare e essere attrattivo”, aggiunge Letta.

“Tutti ci guardano con attenzione perché l’anno prossimo ci saranno le elezioni e mi pare che la preoccupazione negli altri Paesi sia legata alla politica e al “cul de sac” di fronte al quale l’Italia potrebbe trovarsi: un destino che sembra già scritto a causa della peggiore legge elettorale che possa esserci, totalmente proporzionale, che non darà nessuna maggioranza possibile e quindi creerà una situazione di stallo per la quale c’è una grande preoccupazione”.

Per quanto riguarda l’andamento dell’economia in Italia, secondo Letta “si vede qualche segnale utile e importante di recupero, qualche elemento positivo sui dati economici c’è e questo va sottolineato” ma allo stesso tempo “mentre negli altri Paesi Ue hanno cominciato a vivere una fase maggiore ottimismo anche sul ruolo dell’Europa, l’Italia vive un disaccoppiamento e non sembra esserci ottimismo. E credo che il Paese si debba interrogare sul perché stia accadendo questo in Italia”.

“Ci dobbiamo aspettare un autunno e un inverno con una forte iniziativa franco-tedesca e ora bisogna vedere se noi siamo in grado di dire la nostra ed esserci anche noi. Se l’Italia c’è, orienta le scelte europee nella giusta direzione, sociale, mediterranea. Altrimenti l’Europa va in un’altra direzione, e noi poi ce la prenderemo con i burocrati europei ma la colpa sarà nostra”.

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