PD. Ok della Direzione alla relazione di Renzi con 164 sì e 15 astenuti

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Agenpress – “Non c’è una leadership solitaria anche su questo vale il principio della pagina bianca. Chi vuole dare una mano è benvenuto, se qualcuno si tira indietro ora da questo invito unitario se ne assume la responsabilità”.

E’ quanto ha detto Matteo Renzi alla Direzione Nazionale del Partito Democratico che ha approvato la sua relazione di Matteo Renzi senza nessun voto contrario. Quindici gli astenuti (area Orlando), nessun ‘no’, 164 voti a favore (anche la minoranza di Emiliano).

“Non c’è un disegno alternativo” per il Pd “se avessi dovuto fare il Macron, le condizioni politiche c’erano quando ho perso con Bersani nel 2012 e quando abbiamo vinto le europee”.

“Siamo alle porte della campagna elettorale e lo sforzo unitario che si chiede all’esterno va praticato all’interno in primis da chi dirige e questo che vuol dire parlare del Paese e con il Paese”.

“Noi – ha detto ancora – siamo col treno nel Paese, il Pd è lì e a chi dice cancelliamo il passato per ragionare del futuro, dico che dobbiamo rivendicare con forza quello che abbiamo fatto. Certo ci sono stati limiti e difficoltà ma in questi anni si è prodotto un miglioramento del Paese. Abbiamo recuperato il gap, abbiamo rimesso in moto il Paese e abbiamo tanto da fare. Ma chi si esercita in richieste di abiura di quanto fatto, non si rende conto di dove eravamo tre anni fa”.

“Sulla rivendicazione del passato non faremo alcun passo indietro. Ovviamente la sfida è il futuro e il futuro è una pagina totalmente bianca da scrivere e o la scriviamo noi o la destra e noi dovremo deciderci se essere capaci di continuare una storia di progresso o tornare ad una storia che sembrava chiusa 6 anni fa. Certo c’è anche M5s ma è ampiamente sovrastimato nei sondaggi e poi con questa legge elettorale o riesci nei coleggi a stare sopra il 30 o sei difficilmente competitivo”.

“Anche con le persone da cui siamo stati divisi – ha detto ancora – da discussioni e polemiche c’è più sintonia che con gli avversari storici, non solo perché governiamo insieme in 14 regioni ma perché molte cose fatte le abbiamo fatte insieme. Non sarà il Pd a mettere veti o paletti alla coalizione più ampia possibile, forse abbiamo opinioni diverse sulla buona scuola ma non sulla necessità del tempo pieno anche al sud come al nord”.

“Chi vorrà rompere lo dovrà fare in modo trasparente e chiaro perché da noi non troverà alcuna sponda”, ha detto ancora.

“Dobbiamo togliere dal campo” del dibattito sulle coalizioni “il tema dei diritti. Non è che facciamo lo ius soli per fare l’accordo con Mdp. Lo facciamo perché un diritto è un diritto, senza scambiarlo in un accordo di coalizione. Cercheremo di farlo, senza creare alcuna difficoltà alla chiusura ordinata della legislatura, rispettando ciò che il governo e la coalizione vorranno fare, non pensiamo siano temi su cui fare l’accordo”.

“Credo che sia cruciale che sia coinvolta l’area moderata così come i Verdi, Idv e i Radicali con i quali c’è una discussione non scontata né chiusa. Poi vogliamo il dialogo a sinistra in primis con Cp, a cui lanciamo parole di dialogo e disponibilità come quelle che in larga parte abbiamo sentito ieri, e vogliamo un confronto con Mdp, SI e Possibile”.

“Dobbiamo tenere fronte aperto con l’ala moderata e centrista. Non devono essere risucchiati da Berlusconi. Come l’area dei Verdi, dei socialisti, dell’Italia dei valori. E in primis con Pisapia”.

“A chi dice cancelliamo il passato e parliamo soltanto di futuro, dico che dobbiamo rivendicare con forza quello che abbiamo fatto. Chi si esercita in abiure non si ricorda come stava il Paese tre anni fa”.

Nello schema delle alleanze è “cruciale” coinvolgere l’area centrista e moderata che “corre il rischio di essere risucchiata in una visione di Centrodestra, quel film si è già visto e non credo si ripeterà”.

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