Istat: record storico per rischio di povertà, 20,6%. UNC: dati da Terzo Mondo

0
140

Agenpress – Secondo i dati resi noti  dall’Istat sulle condizioni di vita degli italiani, nel 2016 si registra il record storico sia per le persone a rischio di povertà (20,6%) sia per quelle a rischio di povertà o esclusione sociale (30%)

“Non solo i dati peggiorano rispetto al 2015, ma mai si era registrato un dato così negativo dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel 2003” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Sono dati da Terzo Mondo, non degni di un Paese civile. Non si tratta solo di una priorità sociale e morale, ma anche economica. Fino a che il 30% degli italiani è rischio povertà o esclusione sociale è evidente che i consumi delle famiglie non potranno mai veramente decollare e si resterà intorno all’1 virgola” prosegue Dona.

“I dati di oggi ci dicono che non basta varare il Rei, cercando di tamponare l’emergenza. Bisogna evitare che le file dei poveri assoluti continuino ad ingrossarsi, risolvendo i problemi di chi, pur stando ora sopra la soglia di povertà assoluta o relativa, rischia di finire sotto perché non riesce a pagare le bollette o ad affrontare una spesa imprevista di 800 euro” conclude Dona.

L’associazione evidenzia che la percentuale di chi è in condizione di grave deprivazione materiale sale dall’11,5% del 2015 al 12,1% del 2016, con un rialzo del 5,2%, il rischio di povertà registra un incremento annuo del 3,5% (da 19,9% a 20,6%), mentre il rischio di povertà o esclusione sociale cresce del 4,5%, passando dal 28,7% al 30 per cento.

Istat: Persone appartenenti a famiglie in condizioni di grave deprivazione materiale per sintomo (valori percentuali)

SINTOMI DI DEPRIVAZIONE MATERIALE 2007 08 09 10 11 12 13 14 2015 2016 Diff % 2016/15
In condizione di grave deprivazione materiale 7,0 7,6 7,3 7,4 11,1 14,5 12,3 11,6 11,5 12,1 5,2
Rischio di povertà 19,5 18,9 18,4 18,7 19,8 19,5 19,3 19,4 19,9 20,6 3,5
Rischio di povertà o esclusione sociale 26 25,5 24,9 25 28,1 29,9 28,5 28,3 28,7 30 4,5

Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat

Commenti