Salvini. Il 4 marzo vinceremo, ma non voglio l’arca di Noè. Migranti. Accogliere chi merita di essere accolto

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Agenpress – “Il 4 marzo noi vinciamo, vi do questo annuncio. Non ho dubbi. Ma dopo il 4 marzo  che cosa arriva?”.

Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, in un incontro pubblico a Bormio.

“Ma è normale? Non sono io che sono puntiglioso. Chiedo coerenza, chiedo serietà. Altrimenti, se mettiamo insieme l’Arca di Noé, poi è difficile fare le riforme che vogliamo”.

“Leggo nella lettera di Natale del Santo Padre: ‘attenti a chi fomenta la paura e il razzismo’. Ma qua dentro c’è qualche razzista? Io non mi ritengo superiore a nessun altro, però non voglio neanche passare per fesso”, ha poi aggiunto.

“L’altro Papa, perché ne abbiamo due, Papa Benedetto, aveva detto che in questo periodo storico prima del diritto a emigrare va garantito il diritto a non emigrare”. Se la Lega sarà al Governo, “accoglieremo tutti quelli che ne hanno diritt.  Se in albergo a Bormio vedo donne e bambini scappati dalla Siria, bene. Ma non vedo in giro a Bormio o a Milano donne o bambini magrolini, ma ventenni con cappellino e telefonino che giocano a palle di neve”.

Salvini vuole “restituire il sorriso a chi merita di essere accolto. Che dà rispetto a chi è pronto a dare rispetto. Ma non può essere un supermercato di carne dove fornire a chiunque arrivi colazione, pranzo e cena”. “Il Santo Padre e i preti – ha proseguito – parlano alle anime e giustamente si occupano della salvezza delle anime. Noi ci occupiamo di qualcosa di più terreno, più duraturo e meno effimero. Ma quando vado a messa il primo dell’anno e mi sento dire dall’altare che abbiamo il dovere di accogliere tutti i migranti del mondo… Questo parroco mi ha anche detto: ‘fortuna che ci sono gli immigrati, perché senza i loro figli dovremmo licenziare molti insegnanti’. Ecco, la prima riflessione che mi viene da padre  è che se i nostri ragazzi invece di essere pagati 400 euro al mese fossero pagati civilmente metterebbero al mondo dei figli e in quelle classi ci sarebbero i figli dei cittadini italiani”.