De Benedetti-Renzi. Berlusconi. Se fosse capitato me sarei già in croce. Replica: “nessun abuso”

659

Agenpress – “Io penso che se fosse capitato a me sarei già in croce, vediamo come andrà a dipanarsi ma quel conflitto di interessi attribuito a me e alle mie aziende fa sorridere mentre vedo che il signor De Benedetti i cui giornali hanno fatto campagna contro di me oggi è stato preso con le mani nella marmellata”. Lo afferma Silvio Berlusconi a radio 105,  sulla telefonata di tre anni fa tra Carlo De Benedetti e il suo broker in merito alla riforma delle banche popolari quando era in procinto di essere varata. Nel corso della telefonata De Benedetti disse di aver parlato con l’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi che gli avrebbe indicato che la riforma sarebbe stata fatta.

“La famigerata “tessera numero uno del Pd” De Benedetti al cellulare: “Renzi mi ha detto che il decreto passa”. Ogni giorno emergono inquietanti conferme sugli intrecci tra banche, Pd e amici degli amici. Fuori i nomi e i cognomi di chi ha guadagnato dai provvedimenti dei governi della sinistra”, scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia e candidato premier, Giorgia Meloni.

Per Luigi Di Maio, “è uno scandalo sapere che il premier, allora Matteo Renzi, mentre stava per fare un decreto legge in 25 minuti che azzerava i risparmi dei risparmiatori, chiamava De Benedetti per dirgli che stava per fare il dl e quello attacca, chiama i suoi e dice: stanno per fare il decreto legge, comprate le azioni. Se questo è il modello del Pd, di coloro che dovevano esser la sinistra, io quel modello lo combatterò con tutte le mie forze. Non vanno votati, quei signori al massimo possiamo mandarli all’opposizione ma io sarei per mandarli a casa”.

Un portavoce dell’Ing. De Benedetti ricorda invece che ”non vi è stato alcun abuso di informazione privilegiata da parte sua. L’approvazione della norma era ampiamente nota – continua -, al punto che UBS aveva tenuto una conferenza stampa sul tema due settimane prima, presso la Borsa di Milano, consigliando di acquistare azioni delle banche Popolari. Del resto, anche la Procura di Roma,  investita della vicenda, a giugno dello scorso anno ne ha chiesto l’archiviazione”.