Ordine francescano. Tre frati a giudizio per appropriazione indebita, buco da 20 mln nei bilanci

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Agenpress – Tre frati francescani sono finiti nel mirino della Procura di Milano per appropriazione indebita. Ex amministratori di tre enti dei Frati minori, i tre sarebbero responsabili di un buco di 20 milioni di euro nelle casse dei francescani.

Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Maria Vicidomini, che ha respinto la richiesta di archiviazione e ha disposto l’imputazione coatta per Giancarlo Lati, ex economo della Casa Generalizia, per Renato Beretta, ex economo della Provincia di Lombardia San Carlo Borromeo dei Frati Minori, e per Clemente Moriggi, ex economo della Conferenza dei ministri provinciali dei Frati Minori d’Italia.

I 20 milioni di euro distratti dalle casse dell’Ordine derivano da lasciti, donazioni e affitti di immobili. Somme che un “sedicente investitore-fiduciario“, Leonida Rossi, aveva ricevuto per investirle in Svizzera, a tassi di interesse non inferiori al 12%. Ma, secondo la denuncia dei francescani, il broker non avrebbe poi restituito né capitale, né interessi, determinando in tal modo l’ammanco nella cassa dell’Ordine dei frati minori. Rossi, 78 anni, italo-svizzero, dopo che era emerso il suo coinvolgimento nell’indagine si era impiccato nella sua villa a Lurago d’Erba, in provincia di Como, nel novembre del 2015.