Roma. Spelacchio, montato, rismontato e rimontato. Anac (Anticorruzione). “Costato quanto due alberi”

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Agenpress – Finite le Feste,   gli operai inviati dal Comune martedì scorso avevano iniziato a smontare Spelacchio.   Verso le 13, il dietrofront del Campidoglio comunicato al responsabile della ditta che si occupa della rimozione.  “Bisogna rimontare tutto”, perché la  Giunta vuole che Spelacchio “sopravviva” per qualche giorno ancora, quindi, per motivi di sicurezza va rimesso tutto al suo posto,  fino a giovedì, giorno della sua festa di addio.

L’abete, ormai una “star internazionale”, come lo definisce il sindaco di Roma Virginia Raggi, se ne andrà con una festa voluta dal Campidoglio verso la sua seconda vita: sarà trasformato in gadget ricordo, in oggetti d’arte e in una casetta di legno dedicata a mamme e bambini.

“Spelacchio – ricorda la Raggi – si è conquistato la simpatia e l’affetto della stragrande maggioranza delle persone. Ora avrà una nuova vita. Vogliamo fare di questa star internazionale un esempio concreto di riuso creativo, perché tutto può tornare a nuova vita. Un modo concreto per dimostrare al mondo che Roma vuole essere sostenibile e persegue con convinzione la strada del riuso, riciclo e recupero di materia”.

Ma su Spelacchio è scesa la scure dell’Anac che  ha già inviato nei giorni scorsi tutta la documentazione a Roma Capitale chiedendo di fornire chiarimenti entro 30 giorni sul contratto e sulle spese.

Per Spelacchio, l’albero di Natale a piazza Venezia, il Comune di Roma ha affidato il servizio grosso modo alla stessa cifra per la quale nel 2015 allestì due abeti. Inoltre nel corso degli ultimi tre anni il servizio di trasporto, posizionamento e rimozione dell’abete è stato sempre affidato alla stessa ditta, senza rispettare il principio di rotazione. Queste le principali criticità che, a quanto si apprende, Anac ha rilevato al termine di una verifica condotta dopo un esposto presentato all’Autorità.

A presentare l’esposto è stato Marco Palumbo del Pd e da qui è scaturita l’attività di vigilanza con cui sono state esaminate le procedure di affidamento degli ultimi tre anni; successivamente è arrivata anche una segnalazione del Codacons.

Nel 2015, per due alberi da circa 22 metri da posizionare in due zone della città tra cui piazza Venezia, l’affidamento del servizio di trasporto, posizionamento e successiva rimozione e smaltimento dei due alberi aveva un importo di partenza di 38 mila euro più oneri di sicurezza e Iva e se la aggiudicò la Ecofast Sistema con un ribasso intorno al 20%. Nel 2016, invece, la procedura riguardò un solo albero della stessa altezza ma si partì come base di gara da un importo molto più basso, di poco superiore agli 11mila euro più oneri e Iva, al punto che nessuna ditta rispose e molti segnalarono che la cifra era troppo esigua per il servizio richiesto.

Siccome Natale però era ormai alle porte, si decise per una procedura d’urgenza in affidamento diretto sempre alla Ecofast per una cifra di poco superiore ai 12mila euro più oneri e Iva comprensiva però solo del trasporto dal comune di provenienza e posizionamento.

Anche nel 2017, per il Natale che si è appena concluso, il servizio è andato, in trattativa diretta, allo stesso operatore economico che lo aveva avuto nei due anni precedenti, e questo secondo Anac non è in linea con il principio di rotazione previsto dal codice degli appalti per le procedure sotto soglia.

La cifra a cui è stato affidato il servizio è stata di 37mila e 700 euro più oneri e Iva, la stessa posta a base di gara, senza ribasso. L’Anac rileva quindi che l’importo è pressoché identico a quello del 2015, quando però gli abeti erano due.