Lazio. Pirozzi. Contro di me, stesso metodo usato con Berlusconi. Ma io non mollo

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Agenpress –  “Prima ero il sindaco montanaro inadeguato a guidare la Regione Lazio. Poi ero il candidato con i fascisti accanto. Poi sono diventato ‘Zingarozzi’, il comunista travestito da uomo di centrodestra, che vuole aiutare Zingaretti. Adesso sembra che sono di nuovo fascista, con il busto del duce anche in bagno, e i veri amici di Zingaretti mi attaccano. Domani chissà. Con me viene usato lo stesso metodo usato ossessivamente per ventiquattro anni con Silvio Berlusconi”.

E’ quanto afferma in una nota il candidato alla presidenza della Regione Lazio Sergio Pirozzi, parlando della sua autocandidatura alla guida della Regione Lazio.

“Berlusconi per i suoi avversari, soprattutto a sinistra ma anche a destra, è sempre stato descritto come il male assoluto. Mancava solo che gli attribuissero l’incendio di Roma o l’omicidio di Kennedy. Chi teme la popolarità e la diversità rispetto alla politica tradizionale reagisce così. La mia ossessione invece è risolvere i problemi della gente del Lazio. Evidentemente chi ha solo l’ossessione dell’avversario, non è interessato ai problemi reali. Ma i cittadini ormai lo sanno”.

“Io resto in campo, così vuole la gente. Tra un po’ mi offrono pure la presidenza dell’Onu… Ma no, non mi ritiro. Se vogliono, possiamo fare un ticket con me presidente e Gasparri, o con Rampelli, me lo propongano e vediamo”.

Pirozzi parla anche delle  polemiche che lo hanno riguardato per alcune frasi su Benito Mussolini. “Mi hanno intervistato in una trasmissione su Raitre  in cui facevano vedere le grandi realizzazioni urbanistiche di Mussolini: ho detto che erano grandi opere, e che dovevo dire? Così come ho detto che sul sociale sono state fatte cose ottime, pensate anche solo alla tredicesima. È un fatto. Ma ho pure aggiunto, e posso gridarlo se serve, che le leggi razziali sono state una vergogna, sono state terribili. E state tranquilli, a casa mia non ho busti del Duce, ma solo quello di Padre Pio”.