Grasso (LEU). Non ci sono pregiudiziali sul M5S. Abolire Buona scuola e Jobs act

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Agenpress –  “Ogni valutazione sul M5s sarà fatta al momento opportuno. Se dovessi giudicare sul passato, penso allo ius soli, all’immigrazione, non ci sarebbe alcuna possibilità di accordo. Poi invece valuteremo al momento opportuno le loro politiche se saranno compatibili con le nostre di sinistra. Non ci sono pregiudiziali, quelle ci sono solo nei confronti della destra”. Lo ha detto il leader di LeU e Presidente del Senato, Pietro Grasso, ai microfoni di “Circo Massimo” su RadioCapital.

“Non siamo una forza politica irresponsabile ma rigorosa: se ci sono i presupposti, gli accordi si possono fare”, ha spiegato Grasso perché il suo partito ha deciso di sostenere il candidato del Pd Nicola Zingaretti nel Lazio e non appoggiare Giorgio Gori in Lombardia.

“Il confronto in Lombardia va avanti da molti mesi – spiega il leader di Leu – e la decisione di non sostenere Gori era già stata presa molto tempo fa. Invece nel Lazio ho avuto pieno mandato dall’assemblea regionale a trattare con Zingaretti per un confronto. Per me è stato molto importante sentire la base prima di prendere una decisione politica. Sono contro il personalismo della dirigenza”.

“Non c’è nessun rancore né odio nei confronti del Pd – continua il presidente del Senato –  Erano state proposte delle primarie e invece si è avuto un candidato imposto. Gori ha appoggiato il referendum autonomista di Maroni, non ha dimostrato nessuna visione in discontinuità rispetto alle attuali politiche del Pd. Tutto questo è stato valutato dalla base, che aveva il polso della situazione”. E precisa: “Il punto non è vincere o perdere ma che cosa andiamo a fare. Se c’è o meno una svolta nelle politiche regionali”.

Su un accordo con il PD afferma che “su scala nazionale non ci sono i presupposti per un’intesa. Le politiche del Pd vanno da un’altra parte, lo stesso Renzi ha detto che è riuscito a fare quel che Berlusconi non ha fatto. Se si continuano a percorrere le direzioni che vanno fuori dal centrosinistra, non possiamo essere d’appoggio e di aiuto al Pd”.

“Gentiloni, seppure abbia creato un clima diverso – aggiunge – ha compiuto scelte in linea con quelle di Renzi”. Poi conclude: “Non chiedo passi indietro a nessuno. Sono io che voglio fare passi avanti. E poi sono loro che vanno indietro da soli. Renzi aveva il 40% e si è ridotto al 20%. Votare per noi può far costituire un centrosinistra che invece va perdendo pezzi da tutte le parti”.

Tra le riforme da abolire Grasso cita la Buona scuola, “che ha scontentato un po’ tutti” e il Jobs Act, che “ha creato lavoro precario: lavoriamo di più e guadagniamo di meno”. Ma anche la legge Fornero è da rivedere: “Il sistema pensionistico non è equo, penso a dare un futuro anche ai precari”.

Commentando delle posizioni di Laura Boldrini su una eventuale alleanza con M5s, Grasso ha detto: “Per LeU il pluralismo è normale, le polemiche sono spesso giornalistiche e sono rientrate. Ci sono posizioni diverse da ricondurre a unità”.

Al Pd che gli ha chiesto di versare 80mila euro di contributi, Grasso ha risposto in maniera dura: “Questo è il lato squallido della campagna elettorale. Io – ha ricordato – mi sono tagliato l’indennità da cui i parlamentari prelevano i contributi da dare ai partiti. E l’ho fatto per una ragione chiara: nessun presidente del Senato ha mai dato contributi all’attività politica, proprio perché “si tratta di una figura “super partes. Del resto, in 60 mesi – ha aggiunto – non me l’hanno mai chiesto. Non me l’hanno chiesto neppure quando mi hanno chiesto di candidarmi in Sicilia. Me l’hanno chiesto solo dopo il 3 dicembre”.