Berlusconi a Matrix. “Io non sarò al governo. FI al 25% e coalizione al 45%”

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Agenpress – “Non faremo il governo insieme al Pd, siamo troppo distanti sul piano dei principi e dei valori. E perché il centrodestra avrà maggioranza alla Camera e al Senato”.

Lo ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi a Matrix, su Canale 5. “Sarà la prima forza della coalizione, cioè Forza Italia, a esprimere il premier. Il traguardo di Fi è quello del 25% da sola, e la coalizione al 45%”.

“Io non sono candidabile”, ha poi ricordato il fondatore di Forza Italia. “Potrò – da fuori – suggerire, dare indicazioni e vigilare che il centrodestra realizzi il programma che abbiamo approvato tutti assieme”, ha detto, aggiungendo: “Regista è una parola grossa, farò il suggeritore”.

“Ho pensato che Renzi potesse essere un elemento di novità in una classe politica italiana stantia, poi sono rimasto deluso, come tantissimi italiani. Purtroppo per lui, ma anche per noi che siamo delusi, oggi ha un gradimento del 22%”, ha aggiunto.

Renzi “aveva il 56% di fiducia e di apprezzamento ma poi, purtroppo per lui e anche per noi, il suo gradimento è al 22%”. “Perché anche per noi?”, gli ha chiesto il conduttore Nicola Porro. “Perché quella speranza è rimasta delusa”, ha detto l’ex premier.

Il Cav ha fatto una battuta sulla sua casa sarda, che non vuol vendere anche perché c’è un giardino con “520 erbe medicinali”, e quando “gli anziani della Sardegna” sono venuti in visita “non hanno lasciato un filo di viagra: se la sono portati a casa”.

Commentando la frase del leader del Pd, Matteo Renzi, secondo cui lui “non è un pericolo per la democrazia ma per l’economia”, replica “a certe stupidaggini non vale la pena di rispondere”.

Poi una considerazione sul ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan: “Mi sembra una persona per bene che sbaglia su alcune cose”.

Sulla coalizione afferma che  “siamo tutti d’accordo noi della coalizione nel considerare che il nostro avversario numero uno è un partito pauperista, ribellista, che si chiama m5S. Siamo tutti bravi. E alla fine tra noi alleati – ha aggiunto – ci si mette sempre d’accordo”.

Berlusconi continua affermando che “se vince il M5S crolla l’Italia”. E’ una setta composta da gente che segue quello che gli si viene detto, come ai tempi di ‘contrordine compagni'”.

Il “M5s mi ricorda un partito di un mio amico ceco che fece il partito degli arrabbiati. Che ha vinto le elezioni. E’ il partito di chi, in Italia, è indignato da quello che ha visto, oltre 300 cambi di partito”, prosegue. “Bisogna cambiare la Costituzione e introdurre il vincolo di mandato: chi è eletto con un partito non può cambiare”.

Lo stesso “Moscovici è molto preoccupato perché all’estero si guarda con timore a una possibile vittoria del M5s. La sinistra s’è purtroppo tolta di mezzo, non ha saputo inventare niente di nuovo dallo statalismo. E la sfida ora è tra M5s e noi del centrodestra”.

Sulla giustizia Berlusconi vuole “mutuare dal sistema giudiziario americano l’introduzione della cauzione, per reati che non siano di sangue”.

Berlusconi  non si è espresso sui candidati alle Regionali, né in Lombardia (dove il leghista Attilio Fondata è finito nella bufera per le sue parole sulla “razza bianca”) né nel Lazio. In questo ultimo caso, Berlusconi ha parlato uscendo dagli studi Mediaset: “Ne discuteremo nei prossimi giorni, non c’è ancora nulla di deciso”.

Per il Lazio i nomi che girano sono Maurizio Gasparri, Fabio Rampelli e Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice.