Berlusconi. Forza Italia ad indicare il premier, ma il nome non lo dico. Domani sarà a Bruxelles

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Agenpress  “Non cado nella simpatica provocazione se dessi un identikit si scatenerebbe la caccia al nome, con risultati più o meno fantasiosi, ma comunque fastidiosi per gli interessati. Lo rivelerò al momento opportuno, e sarà di assoluta autorevolezza. D’altronde, in ogni caso, il garante del programma e degli impegni presi con gli elettori sono e rimarrò io. Gli elettori non voteranno al buio”.

Lo ha detto Silvio Berlusconi in una intervista al Corriere, certo che sarà Forza Italia a prendere più voti e indicare il premier.

“Noi vinceremo al Sud come al Nord.  Però una cosa è vera: in questi anni il Sud è stato abbandonato a sé stesso ed è inevitabile che il vento della protesta spiri particolarmente forte nelle regioni economicamente più deboli. Quando per esempio un ragazzo del Sud ha poche o nessuna speranza di trovare un lavoro adeguato senza emigrare, la sua rabbia e la sua disperazione sono non solo comprensibili, ma anche legittime. Però io credo che gli elettori del Sud, e soprattutto i giovani, capiscano che l’incapacità di governo dei grillini aggraverebbe, invece di risolvere, i loro problemi.

Berlusconi conferma la flat tax al 23%,  “tagliare le tasse, a regime, non è un costo, anzi è un modo per incrementare il gettito dello Stato”, dice Berlusconi citando Kennedy e Reagan. “È possibile che al principio ci sarà una riduzione del gettito, e poiché non vogliamo andare in deficit abbiamo individuato delle coperture nella rimodulazione della marea di sconti fiscali e nell’emersione del sommerso favorita dalla semplificazione e dalla convenienza del nuovo sistema. Potremo pagare meno anche perché pagheranno tutti”. Quanto alla legge Fornero, “il problema sono i presupposti.

Per quanto riguarda il debito pubblico italiano sostiene: “L’esperienza insegna che debito pubblico e pressione fiscale crescono insieme, come hanno dimostrato i governi di sinistra in questi ultimi anni. L’unico modo per abbatterlo è un grande piano di privatizzazioni, per 5 punti percentuali circa, che insieme alla ripresa della crescita e all’avanzo primario nei conti pubblici determinato all’aumento del gettito, porterebbe ad un rapporto debito/Pil vicino al 100% in cinque anni, con la relativa riduzione della spesa per interessi”.

Intanto  domani e martedì a Bruxelles. Tra gli incontri previsti quelli con il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani ed il presidente della Commissione Ue Jean Claude Junker. Il Cavaliere vedrà inoltre il segretario del Ppe Antonio Lopez Isturiz. Martedì tra gli incontri è previsto anche quello con il capogruppo del partito popolare europeo Joseph Daul.