Può “Uomini e Donne” consentire a Tina Cipollari di essere così volgare? Pier Silvio Berlusconi cosa dice?

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Agenpress – Tutti conoscono, o almeno quasi tutti, la trasmissione “Uomini e donne”, di Maria De Filippi, donna peraltro intelligente, brava, una “macchina televisiva” come ben poche.

La trasmissione tratta, appunto, di uomini e donne che vogliono darsi un’ulteriore possibilità in amore. Un parterre vario, sottoposto ai giudizi di Gianni Sperti e Tina Cipollari. E proprio su quest’ultima concentro la mia attenzione.

Tina, all’anagrafe Maria Concetta Cipollari, debuttò in televisione nel 2000, in qualità di corteggiatrice, nella stessa trasmissione, dove oggi svolge il ruolo di opinionista, talmente sui generis che spesso cade nella volgarità più becera, sotto lo sguardo divertito di Maria che finge di riprenderla, di richiamarla.

In realtà le consente di fare quello che vuole, come ad esempio offendere, oltraggiare ed insultare, in particolare, l’ormai “nemica televisiva” Gemma Galgani, anche se non mancano offese ad altri ospiti della trasmissione.

Veniamo al punto. La storia di Gemma appassiona e divide il pubblico a casa oltre che in studio per l’amore sofferto verso Giorgio Manetti, il quale dopo essere stato lasciato il famoso “4 settembre” intende non cadere più tra le sue braccia.

L’altalenarsi dei sentimenti di Gemma verso Giorgio, che intanto conosce e lascia altre donne, ha provocato e provoca reazioni da parte di Tina che superano ogni limite di decenza televisiva, tanto da richiedere oggi un intervento del Garante per l’infanzia e l’adolescenza per il linguaggio non consono in un orario in cui i telespettatori possono essere anche bambini e bambine, oltre che ragazzi e ragazze.

In una delle ultime trasmissioni il tono si è talmente accesso tra Tina e Gemma che si è sfiorata addirittura l’aggressione fisica, poi calmata dalla stessa Maria, che avrebbe dovuto limitare i danni già da tempo, anziché ridere degli atteggiamenti e delle espressioni non idonee della “giunonica” opinionista.

Tralasciando di riportare il linguaggio e l’atteggiamento scurrile di Tina che è ormai sotto gli occhi e le orecchie di tutti quelli che seguono la trasmissione, viene da chiedersi come il Consiglio di Amministrazione e in particolare Pier Silvio Berlusconi possano consentire che in una delle reti Mediaset vada in onda tanta volgarità diseducativa e scadente da punto di vista anche del rispetto delle donne.

Ed è qui che si pone l’accento, consentire che una donna, che così bella non è, così elegante non è, così fine non è, così magra non è, così imperfetta come è, possa scagliarsi violentemente contro un’altra donna, sia essa Gemma o no, scendendo in particolari anche fisici.

Una trasmissione che parla di amore, di sentimenti da ritrovare, da riprovare, non può scadere in volgarità che non hanno nulla a che fare con l’intento del programma che deve, al contrario, insegnare, educare, anche e soprattutto da parte degli opinionisti ai quali viene dato ampio spazio di giudizio, di parte o no.

Mediaset non può permettere che ciò accada, così come non può, con il linguaggio altrettanto scurrile di alcuni ragazzi e ragazze di “Uomini e donne” giovani!

Gli spettatori meritano di essere “rispettati” non “maltrattati”, e tra essi proprio ai giovani deve essere dato un esempio che non è quello di “bippare” le continue parolacce, ormai legittimate in questa trasmissione, ma insegnare che i sentimenti sono una cosa positiva nella vita, da giovani e da “diversamente giovani”.

Che insegnamento educativo può dare l’aver pagato un gigolò per offrirlo a Gemma, trattata come una donna dai facili appetiti sessuali! Perché a tanto è arrivata Tina con la complicità di Maria, sponsorizzare un ragazzo che vende il proprio corpo a pagamento. Il tutto con una semplicità disarmante da parte di entrambi, come se fare il gigolò fosse una mestiere come tanti.

Tina certamente non ha nulla da insegnare se il suo atteggiamento è quello che vediamo e che faremmo a meno di vedere. Presenza, la sua discutibile e sulla quale Mediaset dovrebbe riflettere.

Per questo chiedo un cambio di rotta alla trasmissione, se non addirittura la censura in orari protetti.

Maria Conti

Direttore Editoriale