Attacco del PD al M5S sui rimborsi europei usati da Belotti. Replica: nessuna irregolarità

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Agenpress – Il Pd attacca il M5s su un caso di rimborsi europei che sarebbero stati usati da Cristina Belotti, responsabile della comunicazione del gruppo cinque stelle a Strasburgo, per seguire invece la campagna elettorale di Luigi Di Maio in Italia. La notizia apparsa oggi sulla Repubblica ha già scatenato un fuoco di fila da parte dei dem che chiedono le dimissioni del leader grillino.

“Aspettiamo di conoscere le risposte grilline, ma soprattutto aspettiamo di vedere cosa fa Luigi Di Maio. Gli segnaliamo, nel frattempo, che in Francia nei mesi scorsi, per una vicenda simile si dimisero tre ministri dell’attuale governo” commenta il senatore dem Stefano Esposito. Mentre il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi scrive ironicamente sui Facebook: “Ecco la svolta ‘europeista’ di Di Maio: far pagare a Bruxelles con i soldi dei cittadini la sua collaboratrice per la comunicazione. Cristina Belotti prende stipendio, rimborsi e diaria per lavorare all’attività Ue, ma in realtà risulterebbe essere spesso in Italia a fare campagna elettorale, come ha svelato un’inchiesta interna a Strasburgo”.

Immediata la replica del M5s e Ukip al Parlamento europeo. “Nessuna irregolarità nelle missioni in Italia di Belotti. Repubblica “non mostra alcun documento in supporto a quanto sostiene”.  Pubblichi,  invece,  “eventuali documenti di prova o a chiedere “subito scusa”.

“Nel caso specifico della missione di 196 euro,  è stata rimborsata in maniera del tutto volontaria da Belotti poiché in concomitanza con un evento di chiusura campagna a cui ha partecipato a titolo volontario. Quindi per evitare fraintendimenti ha preferito spontaneamente rinunciare al rimborso, andando però di fatto a coprire privatamente spese di viaggio sostenute nell’esercizio della sua funzione. Peraltro risale a giugno 2017, nulla a che vedere con la campagna di Di Maio”.

Inoltre informa la nota “non è esploso alcun caso tra M5s e amministrazione EFDD, non è mai arrivata nessuna richiesta informale di dimissioni a nessuno, non sono mai state contestate missioni per 15.000 euro. Anche qui nessun documento a supporto: perché non esistono. Le attività dei collaboratori vengono controllate ogni anno prima della chiusura dei bilanci, ma questo rientra nella normale amministrazione e vale per tutti i responsabili di delegazione”.

“Le informazioni corrette – prosegue – erano state fornite al giornalista di Repubblica che invece ha deciso di pubblicare illazioni e falsità e ne risponderà in tribunale. Ogni missione dei collaboratori del gruppo vengono giustificate presso i funzionari del Parlamento Europeo”.