Pamela colpita alla testa, pugnalata all’addome e corpo sezionato scientificamente

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Agenpress – Il nuovo esame autoptico di Pamela Mastropietro è durato cinque ore, coordinato da uno dei più importanti anatomopatologi italiani, già impegnato nei casi di Marco Pantani, Eluana Englaro e Meredith Kercher. Sull’ipotesi che Pamela sia stata uccisa dalla violenza di uno o più aggressori, ci sarebbero elementi ora più evidenti.

Gli elementi raccolti dai medici lasciano sempre meno incertezze. Sul corpo della ragazza sono stati trovati segni di “applicazione di violenza sicuramente in condizioni di vitalità”. Pamela ha subito un colpo “con energia” alla tempia, devono aver usato un corpo contundente. Può esser stato quello il colpo mortale, o almeno secondo il prof. Mariano Cingolano: “Non è indifferente” aver trovato quel segno.

Quello che è certo, finora, è che il corpo  “è stato sezionato in modo apparentemente scientifico”. “Se per assurdo avesse dovuto fare quest’operazione un medico legale, in un laboratorio e con tutti gli strumenti del caso a sua disposizione, ci sarebbero volute almeno otto ore”, ha aggiunto il professore  che in passato si è occupato di altri casi finiti sulle cronache nazionali, a cominciare dall’omicidio di Meredith Kercher.

“Nessun taglio è stato fatto a caso”. Quei segni, insomma, sono stati fatti da chi sapeva come tagliare a pezzi il corpo di un essere umano. Oltre alla tempia, altre ferite gravi sono state trovate all’altezza del fegato, probabilmente quando la ragazza era ancora viva. Una certezza è arrivata anche sullo strumento usato per fare a pezzi Pamela, cioè proprio uno dei coltelli trovati nella casa di Oseghale. Sarà necessaria una Tac alla testa della ragazza, così da chiarire se sia stata anche strangolata. C’è meno ottimismo invece per capire se ci sia stata anche una violenza sessuale, visto che il corpo di Pamela è stato “ripulito” con litri e litri di candeggina, rendendo ancor più complesso il lavoro dei medici.