Bellanova (PD): Lavoro e Agricoltura di qualità per “restare al sud”

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“Che in questa legislatura, con questo Governo e questo Parlamento, siano state approvate norme come quelle contro le dimissioni in bianco e contro il caporalato mi rende orgogliosa e mi fa sentire forte. Perché sono due norme di civiltà per la dignità del lavoro, a difesa e tutela delle persone più fragili”.

Così la VM Teresa Bellanova nel corso di un incontro con numerosi imprenditori e lavoratori agricoli del Salento.

“Grazie alla norma contro il caporalato”, ha proseguito la VM Bellanova, “abbiamo dato più forza alle donne e agli uomini impiegati in agricoltura, più strumenti alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura per perseguire intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, più certezza del diritto alle imprese sane determinate a fare agricoltura di qualità e di eccellenza.

I dati ad oggi, ovviamente ancora parziali, dicono di un’attività complessiva di contrasto al caporalato che, nel solo settore agricolo, conta oltre 6.600 accertamenti per un tasso di irregolarità superiore al 50per cento e un numero di lavoratori interessati dalle violazioni superiore a 4.400 di cui oltre 3.000 (quasi il 70%) in “nero”.

Risultati importanti, come è importante l’impegno dell’Ispettorato nazionale del lavoro la cui attività di contrasto non ha carattere esclusivamente repressivo, consentendo la realizzazione di tavoli permanenti di coordinamento e campagne informative e di sensibilizzazione.

C’è nel nostro Paese e nel nostro territorio, nel Mezzogiorno”, ha concluso la VM Bellanova, “una opportunità enorme che si chiama agricoltura di qualità. Mai come in questi anni il Governo e il Pd hanno messo in campo così consistenti azioni e misure per sostenerla. Agricoltura multifunzionale, agricoltura sociale, agricoltura biologica, filiere agroalimentari di eccellenza, sostegno e tutela del Made in Italy e delle identità e vocazioni produttive territoriali: è il Patto cui abbiamo chiamato territori e imprese e cui chiamiamo le generazioni più giovani, anche con la Banca delle Terre incolte. Una occasione straordinaria che dice una cosa chiara: restare al sud è possibile, fare agricoltura di qualità è possibile”.