Embraco. Calenda scrive a Ue: verifichi incentivi Slovacchia. Rinviato incontro al Mise

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Agenpress –  Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha scritto alla commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager per chiedere che sulla vicenda Embraco e Honeywell monitori “le politiche fiscali e di incentivi diretti” del Governo slovacco per “accertarsi” che rispettino le regole Ue sugli aiuti di Stato. E’ quanto si legge nella lettera del ministro alla Vestager, con cui vuole “attirare l’attenzione” sui “ripetuti fenomeni di delocalizzazione” di aziende dall’Italia verso la Slovacchia.

Calenda ricorda “l’impegno personale e l’attenzione” che la commissaria Vestager “ha sempre dimostrato nel monitorare il rispetto delle regole della concorrenza nell’Ue”, attira l’attenzione sui casi di delocalizzazione in Italia “i cui casi più eclatanti sono ora rappresentati dalle recenti decisioni annunciate da Embraco e Honeywell”. “Indipendentemente dalle iniziative che possono essere prese dal Governo italiano a livello nazionale allo scopo di limitare o prevenire i rischi di ripercussioni sociali serie, le scrivo per chiederle di monitorare le politiche fiscali e di incentivi diretti praticate dalla Repubblica slovacca per accertarsi che le misure siano messe in atto nel quadro del pieno rispetto della compatibilità con le regole degli aiuti di Stato”.

Intanto è stato rinviato l’incontro previsto per domani tra Calenda, l’Embraco e i sindacati. L’azienda del gruppo Whirlpool aveva chiesto nell’incontro presso la prefettura di Torino di giovedì scorso una settimana di tempo per valutare la possibilità di sospendere i 500 licenziamenti dello stabilimento di Riva di Chieri e ricorrere alla cassa integrazione consentendo così di avviare processi di reindustrializzazione dell’area. “Il rinvio dell’incontro è una pessima e preoccupante notizia, soprattutto per i lavoratori. Al momento l’iniziativa del Governo non ha prodotto risultati concreti e il tempo stringe”, commenta Federico Bellono, segretario generale della Fiom torinese che parla di “comportamento inqualificabile dell’azienda che vuole solo disimpegnarsi da qualsiasi obbligo”.