Strage Florida, Maullu (FI): “Il problema è nella pancia degli USA, non nelle armi”

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Agenpress. “A poche ore dalla tragica sparatoria avvenuta in Florida, negli Sati Uniti, qualcuno ha già approfittato dell’occasione per strumentalizzare l’intera vicenda, utilizzandola come un pretesto per lanciare un’isterica crociata contro le armi da fuoco.

Non esiste alcuna connessione tra il numero di armi possedute dai civili e la quantità di omicidi commessi con armi da fuoco, e i numeri lo dimostrano.

Tra i Paesi con un più alto tasso di armi possedute ogni 100 abitanti vi sono gli Stati Uniti (i primi al mondo), la Finlandia e la Svizzera, ma in queste ultime due nazioni il numero degli omicidi commessi con armi da fuoco non è nemmeno lontanamente paragonabile al dato statunitense.

Nel 2009, ad esempio, gli omicidi commessi con armi da fuoco negli Stati Uniti furono ben 9.146, mentre in Svizzera e in Finlandia furono (rispettivamente) 57 e 24. Pur essendo due delle nazioni più armate d’Europa, il numero degli omicidi compiuti utilizzando armi, in Svizzera in Finlandia, è sorprendentemente basso.

Ciò dimostra in maniera inequivocabile che il problema non è rappresentato dalle armi, ma dai contesti sociali, dalle società in cui vengono utilizzate. Da questo punto di vista, la strage avvenuta in Florida può rappresentare un’occasione per avviare una riflessione sulla società statunitense, sulle condizioni sociali dei suoi abitanti, sulla violenza innata (e folle) che sembra caratterizzare un sorprendente numero di individui.

Anche se causano più morti delle sparatorie, nessuno si sognerebbe di togliere dalla circolazione i veicoli, le autovetture, le automobili. In definitiva, ciò che conta non è il mezzo con cui si compiono stragi o sparatorie, ma l’ambiente e le condizioni sociali che rendono possibile l’esplosione di una violenza tanto vile, tanto brutale”.