Omicidio Jessica. Don Gino Riboldi: “Non si è mai drogata o venduta”. Il Comune paga i funerali

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Agenpress – I funerali di Jessica Valentina Faoro, la ragazza di 19 anni uccisa con quaranta coltellate in via Brioschi lo scorso 7 febbraio saranno fatti a spese del Comune anche se Don Gino Riboldi si era offerto di farlo lui.

Ad annunciarlo l’assessore alle Politiche sociali Pierfranco Majorino, il quale ha detto e poi scritto su Facebook: “Don Gino Rigoldi, attraverso un’intervista molto appassionata, comunica che pagherà lui le spese. Ringraziando tantissimo don Gino, ancora una volta esemplare, ribadiamo quanto abbiamo deciso in questi giorni. Saremo noi, noi tutti, cioè il Comune di Milano, a farci carico dei costi dei funerali”.

“Non si è mai drogata e non si è mai venduta. Della droga aveva il terrore… Con Jessica abbiamo tentato… Via da me era stata da una mia amica. Una donna forte, ottimista, una donna dentro la vita, non una che si permette interpretazioni sulla gente dal caldo di una comoda poltrona. Ecco, una notte… tenendosi qualche ricordino… Jessica era scappata anche dalla mia amica, la quale subito aveva provato a rintracciarla a lungo ed era disposta a riaverla con sé”, ha detto Don Gino in una intervista al Corriere.

“Ho visto nascere l’amore tra lei e il fidanzato. Alle otto del mattino veniva a salutarlo dalla finestra della sua cella. Non si è mai drogata e non si è mai venduta. Della droga aveva il terrore”.

Don Gino la conosceva bene insieme al suo fidanzato Alessandro ora in carcere a Busto Arsizio. Li ha avuti entrambi nelle sue case-famiglia affollate di ragazzi, dolori e progetti. Il colloquio in carcere aveva convinto il sacerdote, fin da sabato, in silenzio, a spezzare l’immobilismo, sollecitare istituzioni e inquirenti, e muoversi per organizzare i funerali. Vorrebbe anche celebrarli e così sicuramente sarà. Nelle prossime ore. Nella chiesa vicino a piazza Tirana dove don Gino dice messa. Prima serve l’ottenimento dei permessi della famiglia di Jessica e serve il parere favorevole del Tribunale di sorveglianza affinché Alessandro possa partecipare.

“Quando il suo ragazzo è finito in carcere, continua don Rigoldi, lei passava intere giornate sotto la finestra della sua cella, parlavano a gesti. Una cosa straziante. Ma ce la potevano fare. Perché quando gli adolescenti sono seguiti, anche i più difficili si possono salvare. Alessandro adesso mi ha chiesto di comprargli un abito scuro, al funerale di Jessica vuole essere elegante come un principe. E spero di essere io a celebrarlo”.

Per l’omicidio di Jessica è stato arrestato Alessandro Garlaschi, il tranviere di 39 anni che la ospitava nel suo appartamento dopo averla assunta come domestica. Sull’omicidio, avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì scorso, Garlaschi ha detto: “Abbiamo avuto una banale discussione sulla scelta di un film, lei mi ha ferito con un coltello, l’ho disarmata e poi l’ho colpita”.

L’uomo ha negato di avere tentato un approccio sessuale nei confronti di quella ragazza dalla vita difficile, ospite nell’appartamento in cui viveva con la moglie, estranea al delitto. La versione del tranviere è ritenuta poco credibile dagli investigatori.