Siria. Abusi sessuali di operatori Onu e Ong sulle donne in cambio di cibo

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Agenpress – Da oggi “pausa umanitaria” da parte della Russia nella Ghuta orientale, la regione alle porte di Damasco controllata dagli insorti, dopo otto giorni di intensi bombardamenti da parte delle forze governative.

Lo riferiscono fonti locali citate dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), che parla di oltre 550 civili sono stati uccisi nei bombardamenti dal 18 febbraio fino a ieri.

In queste ore uno scandalo viene riferito dalla cooperante Danielle Spencer in un’intervista alla Bbc e riguarda donne siriane sono state abusate da operatori dell’Onu e di altre ong che scambiavano cibo e altri aiuti con “favori sessuali”.

Un fenomeno così diffuso, racconta, che molte donne siriane ormai si rifiutano di andare presso i centri di distribuzione degli aiuti perché’ temono di essere ‘ricattate’. “Non consegnavano gli aiuti fino a che le donne non si concedevano”, ha rivelato ancora la cooperante alla Bbc descrivendo il terribile ‘modus operandi’ di alcuni suoi colleghi di agenzie Onu e ong attive in Siria. Spencer ha parlato direttamente con donne vittime di abusi. “Mi ricordo di una donna che piangeva in una stanza, stava molto male. Una donna che si trova in un centro e aspetta di ricevere cose essenziali per poter vivere come cibo o sapone deve essere protetta. L’ultima cosa di cui ha bisogno è un uomo che la ricatti chiedendole di fare sesso con lei in cambio di quegli aiuti”.

Sono stati fatti esempi di “donne e ragazze ‘sposate’ per brevi periodi a operatori per concedere sesso in cambio di pasti”: “operatori che chiedono numeri di telefono di donne e ragazze, altri che danno alle donne passaggi a casa per avere qualcosa in cambio”.

Una denuncia emersa già tre anni fa, ed oggi rinnovata: diversi operatori umanitari hanno riferito all’emittente britannica che lo sfruttamento delle donne è così diffuso che molte siriane non vanno più nei centri di distribuzione degli aiuti.