Elezioni politiche: commenti dei Presidenti di Regione

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Agenpress. Le elezioni politiche hanno visto la vittoria del movimento 5 Stelle e della coalizione di centrodestra, evidenziato in particolare dal risultato della Lega.
“Complimenti a Matteo Salvini per la grande vittoria elettorale. – afferma Roberto Maroni, presidente della regione Lombadia – Spero che la Lega e il centrodestra abbiano i numeri per governare”.
“Il risultato elettorale per noi è negativo”, commenta il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, che aggiunge: “Occorre dare al Paese una sinistra popolare e di governo. Costruire un partito che rappresenti il lavoro e i bisogni dei ceti popolari. Cio’ che abbiamo costruito non dovra’ andare disperso. Ci attende un cammino ancora piu’ lungo”.
Per il presidente della regione Veneto, Luca Zaia – “la politica del futuro non è quella degli schieramenti ma delle leadership e Salvini ne esce consacrato. A lui passa il testimone del centrodestra: avrà la grande responsabilità della guida di questa coalizione e dall’altro di cercare il ruolo cardine nella formazione di una maggioranza di governo”. Per Zaia “il voto dà un’indicazione: da queste urne esce nuovamente il contratto sociale di Rousseau – spiega – esce un popolo che vuole che le cose cambino radicalmente e che ci dice che dobbiamo girare pagina velocemente e pesantemente”.
Il presidente della regione Sicilia, Nello Musumeci, riflette sul fatto che “il centrodestra sia la coalizione più votata in Italia, perché il risultato nelle regioni del Sud è il segnale di un malessere profondo che investe le popolazioni più toccate dalla crisi”.
“Mi sembra che si imponga l’apertura di una discussione congressuale, – afferma il presidente della regione Piemonte, Sergio Chiamparino – partendo ovviamente dall’azzeramento dei vertici”, ritrovando “l’identita’ ed il programma di una sinistra che sappia governare guardando ai giovani, alla crescita e all’inclusione sociale”.
“E’ stata una lezione durissima – rileva Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia– che mette il Pd e tutto il centrosinistra di fronte a interrogativi decisivi e direi vitali”, che sottolinea come “l’identità riformista e i risultati di governo non bastano più a intercettare milioni di persone e non riescono a rispondere ai loro bisogni. In tempi di incertezza e di paura, per loro non siamo stati un punto di riferimento. Da questa sconfitta bisogna ricostruire un’identità, una missione e un rapporto con interi strati di popolazione”.
Il presidente di regione Liguria, Giovanni Toti, commenta che si deve aprire “un’inevitabile riflessione e una fase di cambiamento che guardi al futuro del centrodestra. Un futuro capace di valorizzare tutte le realtà cresciute in questi anni e tutti i talenti maturati in termini di esperienza politica e amministrativa, mi auguro con meno autoreferenzialità e meno errori di quelli commessi in questa campagna elettorale”.
Il presidente della regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, parla di “un voto di totale scavalcamento di chi ha responsabilità di governo. C’è bisogno di un ripensamento profondo dell’iniziativa politica e di recuperare anche la capacità di coltivare un pensiero radicale che recuperi gli esclusi di una società che, probabilmente, divide tra chi sta dentro e chi sta fuori”.