Renzi si dimette e convoca l’assemblea del PD. Non c’è nessuna fuga

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Agenpress –  “E’ ovvio che io debba lasciare la guida del partito democratico”. Così Matteo Renzi parlando al Nazareno del risultato del Pd alle elezioni. L’assemblea nazionale del Pd sarà convocata “al termine della fase di insediamento del nuovo Parlamento e della formazione del governo”.

Renzi  che dice no “a un reggente scelto da un caminetto, sì a un segretario scelto dalle primarie. Lo dico con grande rispetto e amicizia ai miei amici dirigenti del Pd”.

“Non c’è nessuna fuga. Terminata la fase dell’insediamento del Parlamento e della formazione del governo, io farò un lavoro che mi affascina: il senatore semplice, il senatore di Firenze, Scandicci, Insigna e Impruneta”.

“Il nostro posto in questa legislatura è all’opposizione. Lì ci hanno chiesto di stare i cittadini italiani e lì staremo. Il Pd è nato contro i caminetti, non diventerà la stampella di forze antisistema. Si parla spesso di forze responsabili. Saremo responsabili e la nostra responsabilità sarà di stare all’opposizione”.

Serve “un congresso che a un certo punto permetta alla leadership di fare ciò per cui è stato eletto. Non un reggente scelto da un ‘caminetto’, ma un segretario scelto dalle primarie”.

“Mi sento garante di un impegno morale politico e culturale: abbiamo detto in campagna elettorale no a un governo con gli estremisti e noi non abbiamo cambiato idea, non stavamo scherzando”., ha aggiunto  ricordando tre elementi che “ci separano da Salvini e di Maio, il loro antieuropeismo, l’ antipolitica e l’utilizzo dell’odio verbale. Se siamo mafiosi, corrotti, impresentabili, con le mani sporche di sangue, sapete che c’è? Fate il governo senza di noi, il nostro posto è all’ opposizione…”.

“Siccome qualcuno ci ha raccontato una realtà fatta di sogni, il Pd è qui per dire no inciuci, no caminetti, no estremismi. Sono i tre no che ribadiamo forti e chiari”, ha detto ancora.  “Chi ha la forza per governare, se ne è capace, lo faccia – aggiunge – noi faremo sempre il tifo per l’Italia, ma saremo responsabili nel saper dire dei sì e anche dei no. Faremo un’ opposizione che non si attaccherà alle fake news, che non pedinerà gli avversari e non si piegherà alla cultura dell’odio…”.