Mirabelli (PD): Ora ricostruire il Pd e il campo del centrosinistra

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Agenpress. “Di fronte ad un risultato elettorale di queste dimensioni, non penso che il tema da discutere sia soltanto quello della leadership e che si possa risolvere con le primarie o cercando un presunto salvatore della patria. Dobbiamo ricominciare a parlare con il Paese, parlando dell’Italia, e rilanciando il progetto politico del Partito Democratico. Il PD deve ricostruirsi sui territori, tornare di più nei quartieri a parlare con le persone costantemente e continuamente e smettere di discutere di personalismi. È chiaro che occorre ricostruire un campo più ampio del PD. Non credo che sia possibile rifare l’Ulivo ma credo che sia possibile costruire un campo ampio di centrosinistra, relazionandosi con pezzi di società con cui ci siamo relazionati negli anni del Governo e a cui abbiamo bisogno di chiedere disponibilità a mettersi in campo”.

Lo ha detto il senatore PD Franco Mirabelli nel corso di un incontro con i militanti al Circolo PD di Cinisello Balsamo.

“La riflessione che deve aprire il PD spero che la aprano anche le altre forze del centrosinistra. È evidente che questo risultato elettorale sancisce che sbagliava chi era convinto che ci fosse ancora una sinistra ampia e consolidata nel Paese che si poteva ricollocare in una nuova forza politica perché non voleva votare il PD per ostilità verso Renzi. – ha affermato Mirabelli, con riferimento a Liberi e Uguali – Probabilmente non c’è questo presunto bacino enorme di elettorato di sinistra da raccogliere o forse bisogna ricostruirlo”.

In merito alla collocazione del PD rispetto al futuro Governo, Mirabelli ha chiarito: “Ci sono un partito e una coalizione che hanno vinto le elezioni e sta a loro costruire le condizioni affinché ci sia un nuovo Governo. Il PD starà all’opposizione. Non spetta al PD fare proposte né fare da stampella a una parte o all’altra”.

“Dopo il risultato elettorale, per il Paese si apre una fase assolutamente inedita, con la vittoria di due forze antisistema. Il Pd ha subito una sconfitta pesante ma questo risultato elettorale non ci deve far cambiare opinione su ciò che di positivo abbiamo fatto negli anni in cui siamo stati al Governo perché le ragioni della sconfitta elettorale vanno cercate altrove. – ha spiegato Mirabelli, nel suo intervento – Innanzitutto, il centrosinistra in Italia ha perso per le stesse motivazioni per cui ha perso tutto la sinistra nel mondo in questi anni: di fronte al peggioramento delle condizioni di vita dei cittadini dovuto alla crisi economica, alle preoccupazioni per un futuro incerto, alla sensazione che dentro la globalizzazione non si capisca dove vengono prese le decisioni e chi decide e quali strumenti si abbiano per incidere si è creata una situazione di paura, che è stata cavalcata da forze come Lega e M5S. In questo scenario, le moltissime cose positive che abbiamo fatto nel corso della legislatura appena conclusa non sono apparse sufficienti perché è mancata una proposta complessiva in cui inscriverle. La seconda motivazione del risultato elettorale così deludente va ricercata nelle troppe litigiosità e divisioni del campo progressista verificatesi anche negli ultimi anni: è chiaro che così si è meno credibili agli occhi del proprio popolo e l’analisi dei flussi elettorali, infatti, mostra che il PD ha perso il 22% dei voti rispetto al 2013 che sono finiti nell’astensionismo. Si tratta di elettori nostri che di fronte al quadro delle continue divisioni hanno scelto di non andare a votare. Infine, un’altra questione riguarda il fatto che una parte del Paese in difficoltà, mentre eravamo al Governo, non ha ritenuto di aver ricevuto le risposte che considerava più urgenti”.