Il Papa spiega la preghiera del “Padre nostro”

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Recitandola chiediamo il pane quotidiano, la pace, il perdono e la grazia di saper perdonare


Agenpress. Il Padre nostro – dice il Papa – non  è una delle tante preghiere cristiane, ma “la preghiera dei figli di Dio, la grande preghiera”.

Quando noi preghiamo col “Padre Nostro”, preghiamo come pregava Gesù. È la preghiera che ha fatto Gesù, e l’ha insegnata a noi; quando i discepoli gli hanno detto: “Ma, Maestro, insegnaci a pregare come tu preghi”.

La preghiera del Padre nostro è l’unica che può prepararci alla Comunione sacramentale con Gesù – prosegue il Papa – ma il Padre nostro si recita alla mattina e alla sera, nelle Lodi e nei Vespri, così che questa preghiera contribuisce “a dare forma cristiana alle nostre giornate”. Nel ‘Padre nostro’ chiediamo il pane quotidiano, chiediamo anche la remissione dei nostri debiti, “impegnandoci a perdonare chi ci ha offeso” aprendoci all’amore verso i fratelli.

Perdonare le persone che ci hanno offeso non è facile; è una grazia che dobbiamo chiedere: “Signore, insegnami a perdonare come tu hai perdonato me”. È una grazia, eh? Con le nostre forze noi non possiamo. È una grazia dello Spirito Santo perdonare.

Ancora, nel Padre nostro invochiamo Dio perché  ci liberi dal male e ci conceda la pace. Lo stesso gesto concreto di scambiarci il segno della pace – spiega il Papa – “posto fin dall’antichità prima della Comunione, è ordinato alla Comunione eucaristica”, perché non è possibile essere in comunione con il Padre se non lo si è con il prossimo.
Nella Messa – conclude il Papa- a questo gesto segue  la frazione del Pane in preparazione al banchetto eucaristico, e quel Pane, spezzato per la vita del mondo, è lo stesso Gesù, l’Agnello di Dio.