Parigi. Arresto Sarkozy. Prese 5 mln di euro in contanti da Gheddafy

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Agenpress – “Nel novembre del 2016, in piene primarie del partito repubblicano l’intermediario Ziad Takieddine aveva affermato di aver trasportato 5 milioni di euro in contanti da Tripoli a Parigi tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007 per consegnarli all’ex ministro dell’interno Claude Guèant, tra i fedelissimi dell’ex presidente, e poi allo stesso Sarkozy, allora ministro dell’Interno”.

Lo scrive il quotidiano Le Monde. sull’arresto di Nicolas Sarkozy  nell’ambito delle indagini sui presunti finanziamenti illeciti da parte della Libia di Gheddafi legati alla campagna elettorale del 2007, anno in cui l’ex presidente francese salì all’Eliseo.

L’ex capo di Stato, che si è ritirato dalla vita politica dopo la sconfitta alle primarie del novembre 2016 del centrodestra, è stato già rinviato a giudizio per non aver rispettato le regole sul finanziamento della sua campagna elettorale del 2012, avendo speso circa 20 milioni in più rispetto al tetto dei 22,5 milioni consentiti per legge.

Indagato da allora per “complicità in corruzione di pubblico ufficiale straniero”, come riporta Le Monde, e per “complicità in appropriazione indebita di fonti pubblici in Libia”, Takieddine rilasciò dichiarazioni in linea con quelle rese dall’ex direttore dell’intelligence militare libica, Abdallah Senoussi, il 20 settembre 2012, davanti alla procura generale del consiglio nazionale di transizione libico.

I documenti, recuperati dalla giustizia francese, dell’ex ministro libico del Petrolio, Choukri Ghanem, morto nel 2012 in circostanze misteriose, fanno riferimento all’esistenza di versamenti di denaro verso Sarkozy. Lo stesso Bechir Saleh, ex finanziere di Gheddafi e uomo deputato alle relazioni con la Francia, recentemente ferito da colpi di arma da fuoco durante un’aggressione a Johannesburg, aveva anche rivelato a Le Monde che “Gheddafi aveva ammesso di aver finanziato Sarkozy. Sarkozy nega ma io credo di più a Gheddafi”.

 Lo stato di fermo può durare fino a 48 ore, dopodiché l’ex leader dell’Ump potrà essere portato davanti al magistrato per l’eventuale incriminazione. I magistrati hanno interrogato anche l’ex ministro e fedelissimo di Sarkozy, Brice Hortefeux, il quale tuttavia è stato sentito in libera audizione e contrariamente all’ex capo di Stato non è stato fermato.