22 marzo. Giornata Mondiale dell’Acqua. Barbera CIPSI: “Il diritto all’acqua è stato riconosciuto dall’Onu nel 20102″

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Agenpress – – In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2018, il presidente di Solidarietà e Cooperazione CIPSI – Coordinamento di 33 associazioni di solidarietà e cooperazione – Guido Barbera, introduce l’impegno delle associazioni CIPSI per la tutela dell’acqua come diritto:L’acqua è vita e il libero accesso a questo bene prezioso, in quantità e qualità sufficienti, è un diritto umano fondamentale. Il diritto all’acqua è stato riconosciuto dall’Onu nel 2010, eppure l’orizzonte della concretizzazione del diritto all’acqua per tutti si allontana anziché avvicinarsi. Quattro miliardi di persone vivono in zone caratterizzate da forti carenze di acqua potabile. Più di tre miliardi di persone non hanno accesso a servizi igienici degne di esseri umani. E in futuro – nel 20150 – il 60% delle 482 città più popolose al mondo sono destinate a restare a secco. E ancora: il rischio della penuria d’acqua – sempre nel 2050 sarà al primo posto dei rischi mondiali per il suo impatto sulla vita. Purtroppo la tendenza prevalente è di abbandono della cultura del diritto all’acqua. Siamo di fronte alla rarefazione dell’acqua per la vita come diritto universale e dell’acqua come bene pubblico. Le associazioni CIPSI sono da decenni schierate a favore dell’acqua come diritto.

Barbera continua: “Ogni minuto un bambino muore a causa di una patologia legata all’acqua. Uno scarso accesso a questa risorsa e a servizi igienico-sanitari adeguati contribuisce alla morte di 1 bambino su 5. L’8% dei bambini sotto i 5 anni perde la vita a causa di forme gravi di diarrea contratte attraverso l’acqua. I problemi mondiali dell’acqua restano numerosi e gravi: la deforestazione e la desertificazione continuano ad avanzare, così come la riduzione di terre fertili accessibili. La mercificazione e la finanziarizzazione dell’acqua e dei servizi idrici avanzano a ritmo elevato. L’acqua interessa sempre di più gli speculatori finanziari.

E a livello Italiano – conclude Barbera – “è stato stravolto l’impianto generale della legge sull’acqua: introducendo di nuovo l’acqua privata ne sono stati travisati i principi essenziali. È stata cancellata la volontà di 25 milioni di italiani che hanno votato ai referendum. Invitiamo tutti coloro che ai referendum hanno scelto l’acqua pubblica a non votare più per nessuna forza politica e nessun amministratore che non rispetta la volontà dei cittadini e che vuole mercificare la nostra vita e i nostri diritti!”.

A distanza di otto anni dalla risoluzione ONU nessuno Stato garantisce il diritto umano all’acqua gratuito ad un minimo vitale per la dignità della vita e l’accesso all’acqua potabile per uso umano è destinata ad assumere rilevanza nei prossimi anni. Attualmente, la maggior parte delle città dei paesi in via di sviluppo non dispongono di infrastrutture adeguate e risorse per affrontare gestione delle acque reflue in modo efficiente e sostenibile. A livello globale oltre l’80% delle acque reflue generate dalla società rifluisce nell’ecosistema senza essere trattato o riutilizzato.