ISEE più giusta per i disabili. Non debbono essere calcolati i patrimoni mobiliari ex indennità/invalidità

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Agenpress. Il caso: un padre, tutore di un ragazzo diversamente abile, pensando al futuro, decide di accantonare nel corso di molti anni, una parte delle somme percepite dal figlio a titolo di accompagnamento.

L’ Agenzia Entrate conta come ISP (la parte ISEE relativa al patrimonio) i soldi contenuti nel conto corrente del ragazzo, (circa cinquantamila euro) con conseguente rischio di perdere tutte le agevolazioni e, fatto ancor più grave, con la possibilità di un raddoppio del canone di locazione per la casa popolare in cui padre e figlio abitano.

Come noto, con la sentenza n. 842 del 29 febbraio 2016, il Consiglio di Stato ha confermato la decisione con cui il TAR del Lazio aveva – nel febbraio 2015 – annullato il
regolamento del nuovo ISEE, laddove considerava rilevanti anche i trattamenti assistenziali,
previdenziali ed indennitari percepiti dai soggetti portatori di disabilità.

Quindi, quanto uscito dalla porta (contare ai fini fiscali le predette indennità), correva il rischio di rientrare dalla finestra, e di essere conteggiato come patrimonio! Tramite un legale del Foro di Vercelli, Denis Stefano Martucci, il padre del disabile ha proposto interpello, proponendo il ragionamento per cui, detto patrimonio mobiliare non avrebbe dovuto essere conteggiato nella ISEE.

L’interpello trasmesso per competenza dall’Agenzia Entrate all’INPS, non è stato contestato nei termini e conseguentemente l’ISEE è stato aggiornato senza tener conto del deposito. “Vi sono in Italia ancora molte violazioni dei diritti e delle norme che disciplinano l’ISEE, in netto contrasto con i principi della nostra Costituzione e la Convenzione
Onu dei Diritti delle persone con Disabilità- spiega il legale, Denis Stefano Martucci – ratificata dall’Italia con legge n. 18/2009, compito dell’avvocato è quello di perseguirle anche contro la stessa P.A. e le sue articolazioni (Comuni, Regioni, etc), mi auguro che gli organi di informazione possano dare la più ampia diffusione alla notizia in tutta Italia in modo che tutti possano presentare l’interpello e ovviamente auspico che il nuovo Governo o il Parlamento provvedano quanto prima con una legge.

In Italia, i disabili sono 3,2 milioni, dei quali 2,5 milioni anziani, la riformulazione della ISEE conseguente all’interpello “Martucci”, potrebbe portare vantaggi compresi tra i mille e i cinquemila euro a famiglia, benefici quindi stimati in circa otto miliardi di euro per i disabili e invalidi italiani.

Lo Studio Legale Martucci ha pubblicato il modello di interpello sul sito  http://studiolegale.martucci.it