Pakistan. Malala Yousafzai torna in patria. Presidente scuole private annuncia “Giornata di lutto”

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Agenpress –  “Sognavo di tornare in Pakistan da cinque anni”,  ha detto il premio Nobel per la Pace Malala Yousafzai durante un discorso pronunciato in occasione del suo incontro oggi con il primo ministro pachistano Shahid Khaqan Abbasi. “Ho proseguito gli studi” nel Regno Unito, ha aggiunto, “ma ho sempre desiderato muovermi liberamente in Pakistan. Voglio investire nell’istruzione dei bambini. Non riesco a credere di essere tornata nel mio Paese”.

Non è ancora sicuro se Malala visiterà la sua città natale, Mingora nella Valle dello Swat, dove quando aveva 14 anni fu attaccata da un commando di talebani che la ferirono gravemente alla testa sfigurandole il viso quale punizione per la sua attività di blogger in difesa dell’istruzione delle bambine sulla pagina in lingua urdu della Bbc.

Malala  ha 20 anni e che resterà in Pakistan fino al 2 aprile, sarà ricevuta dal primo ministro Shahid Khaqan Abbasi e successivamente discuterà con responsabili governativi le prospettive di promuovere l’istruzione, soprattutto delle giovani pachistane, nelle aree più arretrate del Paese.

Contro il ritorno di Malala si schiera Kashif Mirza, presidente della Federazione delle scuole private pachistane, organismo che raggruppa 200.000 istituti, ha annunciato che domani si terrà una ‘Giornata di lutto’  Mirza ha sostenuto che “in tutte le scuole, dove lavorano 1,5 milioni di insegnanti, sarà diffuso lo slogan ‘Io non sono Malala’, e sarà chiarito che nei suoi libri e discorsi lei ha operato contro il Pakistan, la sua Costituzione e gli insegnamenti islamici”.