Migranti. Netanyahu annulla l’accordo con l’Unhcr. “Faremo uscire gli infiltrati”

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Agnepress – Benjamin Netanyahu ha annunciato “la decisione di annullare” l’accordo con l’Unhcr che prevedeva, oltre al ricollocamento di migranti in altri Paesi, anche la regolarizzazione di altri profughni entro i confini di Israele. Contro tale decisione era però subito insorta la destra israeliana, tra cui ci sono anche tradizionali sostenitori del leader.

“Malgrado le limitazioni giuridiche e le crescenti difficoltà internazionali continueremo ad agire con determinazione per ricorrere a tutte le possibilità che abbiamo a disposizione per far uscire gli infiltrati dal Paese”. Il premier ha sottolineato che manterrà questo impegno proprio durante l’incontro con gli abitanti dei rioni dove c’è un’alta concentrazione di profughi, annunciando che “continuerò a cercare soluzioni alternative”.

“Ho ascoltato con attenzione i molti commenti, ho riesaminato i vantaggi e ho deciso di annullare l’accordo”, ha reso noto il premier dopo aver visitato i quartieri di Tel Aviv con maggiore presenza di migranti.

L’Alto commissariato Onu per i rifugiati ha subito chiesto a Israele di “riconsiderare” la sua decisione. “Continuiamo a credere nella necessità di un accordo win-win che possa giovare a Israele, alla comunità internazionale e alle persone che hanno bisogno di asilo”, ha dichiarato il portavoce William Spindler.

L’accordo con l’Onu era stato concluso con l’obiettivo che Israele cancellasse il controverso piano per l’espulsione di migranti africani, in gran parte eritrei e sudanesi, presentato a gennaio. In base a tale annuncio 38mila migranti entrati illegalmente nel Paese avrebbero dovuto lasciare Israele e, in caso di rifiuto, rischiato il carcere o espulsioni forzate. Dal momento che Israele riconosceva tacitamente che era troppo pericoloso rimpatriare sudanesi ed eritrei, aveva offerto di ricollocarli in altri Paesi africani, come Ruanda e Uganda, i quali avevano però fatto sapere che non avrebbero accettato persone espatriate contro la loro volontà.

“Per poterli espellere legalmente, serviva l’accordo di un Paese terzo e quando, in queste ultime settimane, abbiamo visto che questa opzione non esisteva più, abbiamo dovuto cercare un’altra soluzione”, aveva quindi spiegato Netanyahu presentando l’accordo con Paesi occidentali.