Giudici di pace. Sciopero record di un mese. Adesioni superiori al 90%. No al giudice dopolavorista a partita Iva

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Agenpress – “E’ iniziato ieri lo sciopero infinito dei giudici di pace, che si protrarrà per quattro settimane consecutive sino al 6 maggio. Le adesioni allo sciopero sono altissime in tutta Italia e superiori al 90%”

E’ quanto affermano in una nota Maria Flora Di Giovanni (Presidente Nazionale)  e Alberto Rossi, (Segretario Generale) dell’Unione Nazionale Giudici di Pace.

Per tutto il periodo dello sciopero i giudici di pace garantiranno solo gli atti urgenti e indifferibili e la tenuta di un’udienza a settimana, anticipando ciò che sarà legge una volta che entrerà a regime la riforma voluta dal Ministro Orlando con l’avallo dell’ANM, allorquando l’impiego dei magistrati onorari e di pace sarà limitato a non più di due giorni a settimana a fronte di carichi di lavoro che raddoppieranno, sia negli uffici del Giudice di Pace, sia nei Tribunali e nelle Procure, con tutte gli inevitabili disastri che ne conseguiranno, specie per quanto attiene alla durata dei processi ed all’indipendenza del giudice.

Un Paese civile non può assegnare l’80% della giurisdizione civile e penale a magistrati dopolavoristi, con incompatibilità limitate all’esercizio circondariale della professione forense, e quindi in buona parte imprenditori o dipendenti pubblici e privati che, non si sa come, 2 giorni a settimana dovrebbero indossare le vesti di giudice, smaltire gran parte del lavoro degli uffici giudiziari e garantire terzietà, indipendenza e professionalità.

La riforma Orlando è un ossimoro che metterà in ginocchio l’intero sistema giudiziario, in un’ottica di privatizzazione della giustizia civile e depenalizzazione dei reati a scapito dei più elementari diritti dei cittadini”